Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”






Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “




Pino Ciampolillo


sabato 20 giugno 2015

Isola delle Femmine Isola Pulita: Rischio idrogeologico: 104 milioni da spendere, us...

Rischio idrogeologico: 104 milioni da spendere, usati solo 50mila euro








La Regione ne aveva chiesti oltre 400, ne ha ottenuto un quarto. Che tra software e progetti fermi, rischiano di tornare a Bruxelles


Giri di valzer continui tra i dirigenti, competenze divise tra una miriade di enti ed ecco il risultato: il caos nella gestione dei fondi destinati alla «mitigazione e prevenzione dei rischi idrogeologici e sismici». Un comparto nel quale nonostante il fiume di denaro messo a disposizione dell'Unione europea accade che in alcuni assi, come quello sulle infrastrutture e i presidi, a fronte di una dotazione iniziale di 104 milioni di euro a sette anni dall'inizio della programmazione la spesa certificata sia di appena 50 mila euro, come sostiene la Programmazione. Un comparto dove accade poi che non vi siano fondi per piazzare la nuova rete di controllo delle piogge, fondamentale per il monitoraggio idrogeologico, e che invece siano stati spesi 8,3 milioni di euro con Sicilia e—Ricerca per la cartografie e il sito web che dovrebbe alimentarsi proprio con le centraline che non ci sono. Un comparto, quello sotto la grande voce dissesto idrogeologico, che vede l'assessorato Territorio e ambiente aver speso appena un terzo dei fondi a disposizione senza aver mai stanziato un euro in frane note da anni, come quella di Caltavuturo per non parlare delle zone a rischio come Barcellona Pozzo di Gotto. Soldi non spesi, soldi sprecati, soldi che rischiano di tornare a Bruxelles: così in fumo stanno andando almeno 50 milioni di euro.
L'ARTICOLO COMPLETO SUL GIORNALE IN EDICOLA E SU REPUBBLICA+

Frana viadotto: Anas, commissione per accertare responsabilita’






PALERMO – “Anas e’ un patrimonio del Paese e il mio mandato e’ quello di valorizzarla, per farla tornare ad essere un motore dello sviluppo. Per realizzare questo obiettivo, bisogna invertire il processo che ha portato questi fatti ad accadere”. Cosi’ il presidente dell’Anas Gianni Vittorio Armani commenta la relazione degli ispettori del ministero delle Infrastrutture sulla frana che ha danneggiato il viadotto Imera dell’autostrada A19 Palermo-Catania, percio’ interrotta dall’aprile scorso. “La tutela della rete stradale che abbiamo in concessione -afferma Armani e’ un obiettivo fondamentale per l’azienda e su questo non consentiro’ che si deroghi piu’. Paghiamo anni di gap di manutenzione delle strade e del territorio, per la scarsita’ dei fondi. Ho gia’ dato disposizioni alla struttura aziendale di incrementare il monitoraggio sullo stato di conservazione delle oltre 12 mila opere d’arte della nostra rete (ponti, viadotti e gallerie) e, con il sostegno del Governo e del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, vareremo un grande piano di manutenzione straordinaria per intervenire rapidamente, partendo dalle situazioni piu’ urgenti, come la A19. In questo ambito, sara’ fondamentale anche la collaborazione con gli enti preposti alla tutela del territorio, come la Protezione Civile. Anas -conclude Armani- verifichera’ cosa non ha funzionato e le responsabilita’ di quello che e’ accaduto sulla A19. Una commissione interna aziendale, da me istituita, in tempi brevi presentera’ le sue conclusioni”.
(84)




Redazione | 20 giugno 2015   
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IL POPOLO INQUINATO NON PIANGE, MA LOTTA WE SHALL OVERCOME TGR -
Sicilia



venerdì 22 agosto 2014






IL
POPOLO INQUINATO NON PIANGE, MA LOTTA WE SHALL OVERCOME


A sua eccellenza il prefetto di Siracusa
Al
portavoce M5s Commissione Ambiente della camera dei deputati on. Claudia
Mannino
Al
portavoce M5s Commissione Affari sociali e Sanità della camera dei deputati on.
Giulia Grillo
All'assessore
regionale all'Ambiente Maria Rita Sgarlata
All'Assessore
regionale alla Sanità Rita Borsellino
Al
presidente IV Commissione Ambiente Ars Giampiero Trizzino
Al
portavoce M5s Commissione Antimafia Ars on. Stefano Zito
Ai
sindaci del quadrilatero industriale: Rizza, Palmeri, commissari di Augusta
Alla
procura di Siracusa
Alle
procure antimafia Palermo
Alla
corte dei conti
Alla
comunità Europea 

Il
15 aprile dello scorso 2013 una delegazione del movimento 5 stelle di Siracusa,
Melilli, Priolo, Augusta, guidata dalla dott.ssa Mara Nicotra, ricercatore
esperto in problematiche ambientali della IV Commissione Ambiente M5S Siracusa,
incontra il presidente della IV Commissione Ambiente dell'Ars Giampiero
Trizzino (M5S) per attenzionare l'inquinamento industriale dell'aria siracusana
di natura delle raffinerie.

La
Nicotra spiega a Trizzino, con dati scientifici alla mano, che taluni degli
inquinanti emessi in atmosfera dalle industrie petrolchimiche ed immessi
nell’aria ambiente, anche potenzialmente ad attività cancerogena con possibili
conseguenti effetti sulle comunità limitrofe alla fonte di emissione, non sono
normati dall'attuale decreto nazionale (155/2010) sulla qualità dell'aria
ambiente. 

Tra
l’altro, parte di essi vengono emessi nel corso degli sfiaccolamenti continui
delle torce degli impianti, le quali, ben visibili anche a distanza, restano
accese senza apparente motivo data la loro funzione di sistemi di sicurezza. Da
ciò deriva la necessità che nelle aree industriali oltre ai classici inquinanti
dell’aria ambiente urbana, come NOx e SO2, assumono particolare incidenza anche
altre sostanze, tipo benzene “orario”, acido solfidrico, specifici idrocarburi
non metanici e mercaptani, abbondantemente presenti, ogni ora del giorno, come
ampiamente rilevato, nelle aree a rischio siciliane.

Il
problema non sta ovviamente nella predisposizione di qualche decreto, spiega Gioacchino
Genchi,
 chimico già dirigente del Servizio “Tutela dall’inquinamento
atmosferico” del dipartimento ambiente della regione siciliana 

– come si
ricorderà rimosso dall’incarico per non aver, tra l’altro, concesso la
realizzazione di un mega inceneritore (500 mila tonnellate) che doveva sorgere
a Punta Cugno dentro lo stabilimento Enel Augusta, accanto ad altri 4 grandi
impianti di combustione, Gespi, Oikothen, Buzzi, Unicem, ma nella assenza
totale di un piano complessivo di risanamento ambientale, nonostante che nel
1995 fossero stati predisposti i piani per le aree a rischio di Siracusa e Gela
ed il Ministero dell’Ambiente avesse stanziato per essi 100 e 40 miliardi
di lire, il cui utilizzo rimane ancora “materia oscura”. 

Analoga
è la situazione per la terza area della regione dichiarata a rischio nel 2002
che comprende i 6 comuni del Comprensorio del Mela. In questo caso il piano di
risanamento non è mai stato redatto ed i 7.500.000 euro stanziati dall’ARTA per
il piano e gli interventi formano anch’essi “materia oscura”. 
Nel
2007
, invece, l’ARTA approva con un decreto assessoriale un c.d. piano
regionale di risanamento ambientale dell'aria, che alla prova dei fatti risulta
il frutto di un copia incolla dell’omologo della regione Veneto (peraltro già
bocciato dalla Commissione Europea) e di numerosi altri documenti.
Si apre un
putiferio mediatico, partono le inchieste, ma il piano è ancora, incredibile ma
vero, sul sito web dell’ARTA, nonostante le numerose audizioni e processi in
atto, che confermano l'irresponsabilità dei soggetti controllori.

Su
questa vicenda il deputato all'Ars (M5S) Stefano Zito presenta 2 interrogazioni
parlamentari e in un tavolo prefettizio dichiara che nel quadrilatero
siracusano oltre ad non esserci i dovuti controlli negli impianti, carenti e
poco attendibili sono le centraline sulla qualità dell'aria, considerato che su
365 giorni l’anno funzionano forse per la metà..

Si
evidenzia anche il grande conflitto di interessi che esiste tra ASP-industrie e
comuni del quadrilatero industriale siracusano
. Nel senso che non solo manca
una normativa ad hoc riguardante l'inquinamento industriale dell'aria che si
respira, ma i comuni consentono ancora all'industria, attraverso il Cipa
(Consorzio per la protezione Ambiente degli industriali), di stare all'interno
di una rete di rilevamento pubblica attraverso un protocollo di intesa
istituito nel 2005 per contrastare tale inquinamento.



Ci chiediamo: è normale che chi deve essere controllato diventi controllore di
se stesso? 




E’ normale che l'industria attraverso il Cipa, il cui presidente è anche il
coordinatore del registro tumori della Sicilia orientale, debba controllare la
qualità dell'aria delle centraline della provincia alla stessa stregua di una
Arpa, che è l’organo di controllo istituzionale? Ma allora è per questo motivo
che l'Asp Siracusa non fa correlazioni tra il dato ambientale e patologie
tumorali nonostante Arpa e provincia inviano loro i dati degli inquinanti
petrolchimici non normati ma comunque rilevati?

Ma
come fanno i sindaci che rappresentano la massima autorità sanitaria a non
intervenire quando si verifica un picco orario di benzene (ben noto
cancerogeno) o quando sanno chi delle industrie ha causato l’incidente o emesso
sostanze chimiche maleodoranti?

Come
fanno a tacere e non intervenire sapendo che la gente del quadrilatero sta
morendo di cancro? 

Ma perché ogni qualvolta che si registra uno sforamento di
PM10 subito scatta l’allarme e invece per il benzene, l’H2S e gli idrocarburi
non metanici, mai? 

Non
è mai avvenuto neanche quando esisteva il decreto regionale 888/17 detto
“codice di autoregolamentazione”, che avrebbe dovuto far abbassare alle aziende
l’emissioni di idrocarburi non metanici ogni qualvolta superavano 200 ug/m3
ogni 3 ore. Ma questo limite era vincolato all’Ozono, quindi il tutto si
attribuiva allo smog urbano. In ogni caso tale decreto non ha mai funzionato!

Ma
chi sono i Sindaci? Politici alla stessa stregua di tutti gli altri che
occupano posti di governo o di opposizione a Palermo e a Roma e che fino ad
oggi non hanno mosso un dito per risolvere il problema. Dallo stato dell’arte
emerso dai dati dello scorso convegno del 25 luglio possiamo ancora fidarci
della politica?

Vorremmo
dire di si, ma abbiamo perso ogni speranza, ed allora riversiamo tutta la
nostra aspettativa verso le Procure, e già un primo segnale forte lo abbiamo
ottenuto. Non a caso il 25 luglio al convegno abbiamo avuto l’onore e il
piacere di vedere la presenza del dott. Francesco Paolo Giordano, procuratore
capo della procura del tribunale di Siracusa che ascoltava le relazioni
scottanti dei nostri relatori, ove emergevano situazioni veramente drammatiche,
come ad esempio il caso per cui ogni ora del giorno si registrano
concentrazioni cancerogene di benzene soprattutto a Priolo.

Si
evidenziano i giorni: 25 dicembre 2009 ove la popolazione priolese è stata
costretta a respirare per ben 15 ore consecutive oltre 450 ug/m3 di benzene e
l'8 marzo 2013 per la festa delle donne in cui si riscontrano oltre 700 ug/m3
di benzene per 19 ore consecutive (Nicotra, 2014-Che aria tira nel quadrilatero
siracusano? Un decreto per normare-pubbl. Convegno 25 luglio Siracusa).

Ci
viene di affermare che questo è un omicidio se ci dovesse venire un cancro
(cit. Don Palmiro Prisutto), poiché la soglia cancerogena espressa dalla
letteratura scientifica non deve superare 260 ug/m3 di benzene al giorno che
equivale ad una soglia bassa di benzene di 0,26mg/m3 (Crum & Allen 1984;
Paxton et al. 1994) .

La
conferma che esiste un nesso tra cancro e inquinamento industriale è stato il
tema della relazione del prof. Burgio dell’ECERI.

Queste
sostanze, a Priolo, tra l’altro, sono presenti contemporaneamente nelle stesse
ore del giorno ad altri composti tossici e odorigeni, quali l’idrogeno solforato
e talune classi di idrocarburi non metanici. Stessa situazione si riscontra ad
Augusta, Melilli e Belvedere.

Dalla
correlazione dei dati monitorati in ciascuna di queste stazioni viene fuori che
all'aumentare dell'H2S aumentano in modo esponenziale anche gli idrocarburi non
metanici, mentre, a Melilli, a differenza di Priolo, all'aumentare del benzene
aumenta in modo esponenziale l'H2S.

Tali
dati vengono confermati in maniera ancora più incisiva dal direttore dell'Arpa
Siracusa dott. Gaetano Valastro, il quale, da relatore anch'egli al convegno,
ha anche lamentato che ogni anno alla struttura vengono diminuite sempre più
risorse umane e finanziarie. 

Sarà
un caso? 

Ci
chiediamo: 
voluto
da chi? 

Perché
la regione siciliana non è intervenuta negli anni sugli aspetti gestionali
dell’ARPA? 

Perché
l’ARTA non ha esercitato, come dovuto, la vigilanza sull’operato dell’ARPA,
sulla deriva dei controlli ambientali, ecc. , che via via ne hanno depotenziato
le già limitate attività a tutto vantaggio dei “controllati”?

In
un documento Arpa (vedi allegato) pervenuto all’Assemblea Regionale Siciliana
su richiesta dell’on. Angela Foti della IV Commissione Ambiente emerge che il
benzene nelle stazioni industriali siracusane supera quasi sempre il limite
annuale che è 5 ug/m3 (decreto 155/2010).

Se
così è, allora come si spiega che il prof. Sciacca presidente Cipa e del
registro tumori di mezza Sicilia possa affermare che l’aria della zona
industriale di Priolo, Melilli e Augusta è OK?



Che le polveri sottili derivano dal deserto e che tumori derivano dai metalli
pesanti dell’Etna?

Non
vi sembrano queste affermazioni offensive per il “POPOLO INQUINATO”?

Ad
Augusta Don Palmiro Prisutto ogni 28 del mese celebra una messa funebre ricordando
quanti giovani e bambini muoiono per cancro. Don Palmiro sta dimostrando che
ogni 2 decessi uno è morto per cancro. 



Il 18 maggio 2013 Melilli
(SR)
viene invasa dall’ennesima nube tossica di mercaptani L'odore nauseabondo
già ad una concentrazione di oltre 20 ug/m3 dalle ore 12 alle ore 22:30 circa,
infastidisce parecchi residenti e come al solito le industrie del petrolchimico
siracusano davano come risposta al prefetto e al sindaco di Melilli Pippo
Cannata "qui tutto a posto". 

Come se non sapessimo che
solo 2 raffinerie nel territorio siracusano: Esso e Isab producono tale
sostanza.

Due giorni dopo all’Isab
impianti Nord muore un operaio di Priolo per aver respirato in maniera off
limits dell'acido solfidrico probabilmente ad una concentrazione oltre 500 ppm
,
proveniente da un guasto dell'impianto da cui veniva prodotto questo gas
dall’azione tossica simile all’acido cianidrico. E se per un verso l’evento
luttuoso ripropone ancora una volta in maniera drammatica il problema della
sicurezza degli impianti ad alto rischio di incidenti rilevanti, per altro
verso va considerato che le concentrazioni misurate a Melilli, Priolo e
Belvedere dell’acido solfidrico vanno oltre 70 ugNm3 e cioè oltre la soglia
odorigena fissata dall'OMS che e' 7ug/Nm3. Un ulteriore conferma alla richiesta
che detto inquinante, normato in fase emissiva, debba trovare altrettanti
limiti normativi, in atto mancanti, anche a livello di aria ambiente. 




 Ci chiediamo a cosa servono i controlli alle emissioni, ammesso che siano
sufficientemente adeguati, se le multinazionali titolari degli impianti se ne
infischiano di sistemare i loro impianti nel rispetto dell’adozione delle
migliori tecnologie disponibili e la fanno sempre franca anche quando ci scappa
il morto? 

A seguito di questo
incidente il 26 maggio 2013 la IV Commissione Ambiente della regione siciliana
si riunisce ad un tavolo tecnico al comune di Melilli e, acquisito lo stato
dell'arte sulla cattiva qualità dell'aria del quadrilatero industriale, il presidente
Trizzino e il deputato Zito fanno notare ai presenti (industrie, deputati
regionali, Arpa, Asp, Sindacati, Sindaci) che è evidente che c'è stato uno
spreco di denaro pubblico dagli anni 90 ad oggi e che un intervento di
risanamento e/o di bonifica non è stato mai fatto
. Gli stessi dopo qualche
giorno sporgono denuncia, specificando che nel territorio di Siracusa sono
spariti in totale 100 miliardi delle vecchie lire del piano di risanamento mai
attuato in quest’area così come i 40 miliardi per l’area di Gela, ricordando
anche le mancate bonifiche per le quali nel 2005 vennero stanziati 770 milioni
di euro dall’allora ministro dell’ambiente Prestigiacomo
Si ricorderà, infatti,
che l’accordo di programma prevedeva anche la riconversione e riqualificazione
degli impianti, le bonifiche sia per i fondali al mercurio della rada di
Augusta che per i suoli e i pozzi al benzene di Priolo, oltre che la previsione
di dare respiro pure al Porto Grande di Siracusa e complessivamente all’intera
area industriale. Purtroppo apprendiamo dai tavoli tecnici prefettizi che
quell'accordo di programma non andò avanti perché solo Isab partecipò alla
transazione con ben 30 milioni di euro. In un siffatto scenario dove il
principio del “chi inquina paga” è platealmente violato gli unici a pagare, con
la vita però, sono i residenti e gli operai che lavorano negli stabilimenti
industriali. Tutto ciò è pure scritto nell’Atlante regionale sanitario e gli
studi epidemiologici di recente pubblicazione su Sentieri ne confermano la veridicità. 

Le inchieste e le
interrogazioni parlamentari di Stefano Zito continuano, così come quelle
dell'on. Amoddio, dalla quale attraverso la stampa si apprende che di quei 770
milioni di euro ne sono rimasti solo 50 mila nei fondi CIPE. Ci chiediamo: il
resto in quale tasca sono finiti? 

Nel frattempo montano le
proteste e le azioni legali del "popolo inquinato" di Gela, Milazzo e
Priolo. Un consigliere comunale Giuseppe Marano viene denunciato da ENI per
procurato allarme ad un risarcimento di 400 mila euro, mentre a Gela la stessa
ENI chiede a David Melfa un risarcimento di un milione di euro per lo stesso
motivo.

E’ mai possibile che
quando c'è qualcuno che difende la salute dei cittadini viene perseguitato
piuttosto che protetto?

Sarà vero che a distanza
di 9 lunghi e funesti anni il ministero all'Ambiente mette a disposizione i
primi 115 milioni di euro per le bonifiche del Sin di Priolo? 

Oppure è solo
passerella politica come è successo in passato con i soldi della bonifica della
rada di Augusta? basteranno?

O sono stati stanziati
solo sulla carta come precedentemente fatto? 

E gli altri soldi, quelli
sbandierati nel 2005 dall'ex ministro all'ambiente Prestigiacomo durante la sua
bella campagna elettorale chi li ha intascati? Certo di stranezze se ne vivono
tante al punto tale che il successore della Prestigiacomo, Clini, è stato
arrestato per aver intascato mazzette per 600 milioni di euro inerente lo
scandalo idrico che lo legava alla Libia.

Il 13 settembre Mara
Nicotra,
cittadina anch'essa del popolo inquinato di Siracusa, Priolo, Melilli
e Augusta, stanca di morire di puzza e di veder morire amici, genitore e
parenti di cancro a causa degli inquinanti industriali immessi nell'aria,
presenta a sua eccellenza il prefetto di Siracusa un esposto, con tutta una
serie di proposte operative da realizzare al più presto possibile nel nostro
territorio. Come per es. implementare centraline di rilevamento aria;
estromettere il Cipa dalla rete pubblica di monitoraggio dell'aria; potenziare
Arpa Siracusa di risorse umane e finanziarie; realizzare un Simage con
telerilevamento e sistema delle emergenze; realizzare una normativa
riguardante, a livello di immissioni nell’aria ambiente gli inquinanti
odorigeni e cancerogeni di derivazione delle raffinerie con sistemi di allarme
e sanzioni previste per le industrie ree; far correlare all’Asp il dato
ambientale con patologie tumorali; eliminare l’effetto bolla dai camini;
adottare sistemi efficaci di controllo quali-quantitativi degli inquinanti
emessi dalle torce, realizzare piano di risanamento aria; riconvertire impianti
verso una chimica verde. Ma ad oggi non si è fatto nulla.

Il 26 settembre 2013 l’on.
Trizzino
convoca a Palermo un'altra Audizione di Commissione per far rimuovere
dal sito web dell’ARTA 
quell'indecoroso piano di risanamento regionale
dell'aria frutto del copia e incolla dal piano della regione Veneto e da altre
fonti, tanto denunciato da numerose associazioni ambientaliste (Legambiente,
Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola Pulita, CGIL, ecc.) chiamando a
rispondere l'assessore all'ambiente regionale del tempo Mariella Lo Bello, In
quel contesto, fu chiesto all'assessore Lo Bello di rimuovere quel piano e fu
posto il problema di intervenire a livello normativo su taluni inquinanti
caratteristici dell’aria ambiente nelle aree industriali. L'assessore fu
costretta ad ammettere la copiatura di parti del piano e si impegnò a convocare
a breve termine un tavolo tecnico per le questioni normative. Da li a poco, in
una successiva audizione, l'assessore si rimangiò ogni cosa e non diede poi
seguito a nessuno degli impegni presi. 





Da allora (dicembre 2013) un'altra audizione su questo tema non si è più fatta.
Il 20 maggio 2014, Mara
Nicotra, vittima di un altro cancro in famiglia, muore il fratello Mauro di
anni 57, rompe il silenzio assordante da parte della regione siciliana, e
sempre più imperterrita presenta una denuncia alla procura di Siracusa,
allegando i risultati di uno studio sulla cattiva qualità dell'aria e del grosso
conflitto di interessi che si muove tra industria, politica e Asp.

Nel frattempo la procura
rinvia a giudizio Isab per aver avvelenato le falde acquifere di Melilli e per
aver riscontrato ettari e ettari di terreno che galleggia sugli idrocarburi.

Ora il "popolo
inquinato" di Siracusa, Priolo, Melilli, Augusta, Gela e Milazzo dice
basta a questo sterminio generato da un sistema di criminalità politico-mafiosa
organizzata e pretende di essere ascoltato. Sta a Lei caro assessore Sgarlata dimostrare
nei fatti e con azioni concrete di non volere seguire le strade battute dai
suoi predecessori. Sta a Lei dimostrare di voler portare avanti tutte quelle
azioni tecniche, scientifiche, legali e legislative cui i suoi predecessori si
sono sottratti di adempiere. Ritiri una volta per tutte l’obbrobrio del piano
copiato, avvii, anche con la collaborazione delle associazioni ambientaliste e
dei comitati civici, la realizzazione di un piano di risanamento ambientale
sulla qualità dell’aria che affronti, tra le prime problematiche, la
valutazione a livello di immissioni nell’aria ambiente di limiti tabellari alle
sostanze odorigene e cancerogene dei petrolchimici. Una bozza di proposta è
stata illustrata al convegno del 25 luglio a Siracusa dalla dott.ssa Nicotra. 


IL POPOLO INQUINATO NON
PIANGE, MA LOTTA WE SHALL OVERCOME



Popolo inquinato del
quadrilatero siracusano
Popolo inquinato di Gela
Popolo inquinato di
Milazzo
Meetup "Costruiamo
insieme M5S Siracusa"
IV Commissione Ambiente
meetup "Costruiamo insieme M5s Siracusa"
Comitato Ambiente
Belvedere
Movimento 5 stelle Priolo
Movimento 5 stelle
Melilli- Villasmundo- Città Giardino
Movimento 5 stelle Augusta
AugustAmbiente
Decontaminazione Sicilia
ECERI
Comitato Cittadino Isola
Pulita




Firmatari referenti impegnanti nella battaglia in prima persona:
Arturo Andolina referente
popolo inquinato del quadrilatero siracusano
David Melfa: referente
popolo inquinato di Gela
Giuseppe Marano referente
popolo inquinato di Milazzo
Rosario Messina portavoce
del meetup “Costruiamo insieme M5S Siracusa”
Mara Nicotra: referente IV
Commissione Ambiente meetup “Costruiamo insieme M5S Siracusa”
Massimo Marino referente
Comitato Ambiente Belvedere
Giorgio Pasqua portavoce
M5S Priolo
Domenico la Scala portavoce
del M5S Melilli-Villasmundo-Città Giardino
Giusy Chiaramonte
portavoce del comitato Priolo Verde
Padre Palmiro Prisutto
Sarah Marturana attivista
M5S Augusta
Mauro Caruso
attivista M5S Augusta
Luigi Solarino presidente
AugustAmbiente
Pino Pisani presidente
Decontaminazione Sicilia
Gioacchino Genchi, già
dirigente chimico Regione Siciliana
Mario Casella responsabile
mailing list Decontaminazione Sicilia
Ernesto Burgio ricercatore
e responsabile ECERI
Pino Ciampolillo Comitato
Cittadino Isola Pulita




Premesso che:



- con D.P.C.M. del 30/11/1990, cioè quasi 25 anni fa, i territori dei comuni di
Siracusa, Priolo, Melilli, Augusta, Floridia e Solarino e quelli dei
comuni di Gela, Butera e Niscemi venivano dichiarati “Aree ad Elevato
Rischio di crisi Ambientale”;



- con due D.P.R. del 17/01/1995, cioè più di 19 anni fa, venivano approvati i
rispettivi Piani di Disinquinamento, destinando loro, nell’ordine, le
somme di 100 e di 40 miliardi di lire;



- a gennaio del 1996 venivano istituiti i Comitati di Coordinamento per le due
Aree per l’attuazione dei Piani;



- a novembre del 1996 il Ministero dell’Ambiente trasferiva alla Regione
Siciliana le somme complessive di 100 e 40 miliardi, di cui l’ARTA, a fine
dicembre, impegnava 300 milioni in favore del Comitato di Coordinamento di
Siracusa e 28 milioni per quello di Caltanissetta;



- nel corso degli anni 1997-1999 venivano sostenute soltanto spese per il funzionamento
dei Comitati di Coordinamento e delle relative Segreterie;



- stante l’inerzia della Regione Siciliana, in data 21/07/2000 il Ministero
dell’Interno emanava l’Ordinanza n. 3072 ex art.12, con la quale toglieva
ogni potere alla Regione, nominava Commissari, per la realizzazione degli
interventi delle due Aree, i Prefetti di Siracusa e Caltanissetta e
disponeva che le somme relative fossero trasferite sulle contabilità
speciali intestate ai Commissari;



- con D.A. n. 50/GAB del 04/09/2002 l’ARTA dichiarava area ad elevato rischio di
crisi ambientale i territori dei comuni del comprensorio del Mela (Condrò,
Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, S. Filippo del Mela, Santa
Lucia del Mela, San Pier Niceto), istituiva la "Commissione
Stato-Regione, Provincia, Enti locali, per la definizione del piano di
risanamento ambientale e rilancio economico del Comprensorio del
Mela" e stanziava € 7.500.000 per la redazione del Piano e per
gliinterventi da adottare; - al 31/12/2004 scadevano i termini delle
dichiarazioni ministeriali per le aree di Siracusa e Gela ed i compiti dei
Prefetti-Commissari; le somme erogate dall’ARTAammontavano



• Commissario Delegato per Siracusa € 30.829.827,35; 



• Comune di Siracusa € 68.238,87; 



• Comitato di Coordinamento di Siracusa circa € 875.000; 



• Commissario Delegato per Caltanissetta € 8.263.310,38; 



• Comitato di Coordinamento di Caltanissetta circa € 140.000; - restavano
disponibili le somme:



• per l’Area di Siracusa, circa € 19.878.623,79;



• per l’Area di Caltanissetta, circa € 11.894.965,58


- con i DD.AA. 189/GAB e 190/GAB del 11/07/2005 l’ARTA emanava una nuova dichiarazione
di aree a rischio per le aree di Siracusa e Caltanissetta;

- Con Delibera di Giunta
n. 306 del 29/06/2005 veniva istituito l’Ufficio Speciale “Aree ad elevato
rischio di crisi ambientale” che assorbiva tutte le competenze dei Prefetti-Commissari,
dei Comitati di Coordinamento e della Commissione Stato- Regione, Province
ed Enti Locali; 

- Con Delibera di Giunta
n. 257 del 14/07/2009 l’Ufficio veniva soppresso in ragione della “vastità
e complessità delle problematiche ambientali che informano i territori ricadenti
nelle Aree…”; 

- Con D.P.Reg. n. 5/Area
1/S.G. del 17/01/2011 veniva ricostituito l’Ufficio Speciale, questa volta
denominato “Sportello unico per il risanamento delle aree ad elevato rischio
di crisi ambientale nel territorio regionale – Agenda 21 – Amianto”, sempre sotto
la direzione dello stesso dirigente; 

- Al 31/12/2012 l’Ufficio
Speciale veniva definitivamente chiuso ed articoli di stampa riportavano
notizie in merito ad indagini in corso da parte della Procura della Repubblica
di Catania; 

- Con D.A. n. 176/GAB del
09/08/2007 l’ARTA approvava il c.d. “Piano Regionale diCoordinamento per la
tutela della qualità dell’aria ambiente”, che alla verifica dei fatti
risultava frutto di un “collage” di copia ed incolla di ampie parti del Piano
di Risanamento della qualità dell’aria della Regione Veneto dell’anno
2000, peraltro già bocciato dalla Commissione Europea, e di numerosi
documenti già editi da altri Enti; 

- In particolare, dalla
semplice analisi comparativa della documentazione e dal conteggio delle
righe copiate il c.d. Piano Siciliano risulta composto per l’85-91% da righe
interamente copiate dal Piano del Veneto e da altre fonti;

- Incredibile ma vero, a
distanza di 7 anni il c.d. Piano figura ancora inserito nel sito web
dell’ARTA come documento/strumento di programmazione istituzionale in tema
di qualità dell’aria, nonostante che le ripetute denunce delle Associazioni ambientaliste
ne abbiano da tempo richiesto il ritiro e che, da ultimo, sia intervenuta
la sentenza di condanna del Tribunale di Palermo ad 1 anno ed 8 mesi nei
confronti del dirigente responsabile della sua redazione, sentenza che fa riferimento
alle numerose e vistose copiature ivi presenti; 

e considerato che 
- sulle Aree di Siracusa e
Caltanisetta, a fronte degli ingenti finanziamenti erogati dal Ministero
dell’Ambiente, nulla è dato a sapere in merito a: se i Piani originari (del 1995)
sono stati attuati ed in che parte, se essi sono stati aggiornati ed attuati ed
in che parte, quale utilizzo hanno avuto i finanziamenti erogati e qual è
la consistenza delle somme se ed ancora disponibili, se e quali interventi
strutturali di ordine impiantistico in situ, oltre che normativi ed
amministrativi, sono stati adottati nel tempo e da quando le competenze
sono ritornate all’ARTA (gli ultimi 2 anni) percontrastare e ridurre
l’inquinamento atmosferico e delle altre matrici ambientali; 

- sull’Area del
Comprensorio del Mela, a fronte del finanziamento stanziato dall’ARTA nel
2002, nulla è dato a sapere in merito a: se è stato redatto il Piano di Risanamento,
quale utilizzo ha avuto il finanziamento originario e qual è l’eventuale consistenza
delle somme se ed ancora disponibili, se e quali interventi strutturali di ordine
impiantistico in situ, oltre che normativi ed amministrativi sono stati
adottati nel tempo e da quando le competenze sono ritornate all’ARTA (gli
ultimi 2 anni) per contrastare e ridurre l’inquinamento atmosferico e
delle altre matrici ambientali; - da 14 anni a questa parte, solo a voler
focalizzare il periodo dai commissariamenti ministeriali in poi, senza per
questo dimenticare lassismi, inerzie ed inadempienze precedenti, si è
assistito ad una girandola di ben 11 assessori all’ARTA e di un numero
quasi analogo di dirigenti generali al dipartimento ambiente, tutti distintisi per
annunci e dichiarazioni di intenti rimasti puntualmente disattesi; - i
risultati riguardo alle Aree a rischio, alla tutela della qualità dell’aria ed
alla salvaguardia della salute delle popolazioni esposte sono al cospetto
di tutti e si sintetizzano oggi in 2 ex Presidenti della Regione (Cuffaro
e Lombardo) e 4 ex assessori dell’ARTA (Cascio, Interlandi, Sorbello e Di
Mauro) sotto processo per omessi interventi antismog, nel Piano della
qualità dell’aria copiato, inattuabile e pur tuttavia non revocato, nel
sistema dei controlli e, in generale del sistema ARPA, 
ultra-deficitario (a
fronte di finanziamenti POR 2000-2006 di € 36.307.052 e POR FERS 2007-2013
di € 35.000.000), il tutto 
nell'incredibile scenario che la tutela dall'inquinamento atmosferico non ha mai figurato né continua a figurare
tra gli obiettivi strategici dell’ARTA (!!!). 






le Organizzazioni ed i
Comitati scriventi, per i motivi su esposti e con l’urgente priorità che
la situazione necessita, chiedono al Sig. Assessore di fissare un incontro
nei prossimi giorni (prima della metà di agosto), riservandosi fin d’ora
di intraprendere ogni ulteriore passo presso le Autorità competenti perché
si accertino una buona volta responsabilità e responsabili riguardo a
mancati interventi, inerzie, lassismi, spreco di risorse economiche e 
quant'altro ai danni dell’ambiente e della salute della gente, con particolare
riferimento ai Piani di risanamento fasulli ed alle Aree dichiarate ad
elevato rischio ambientale. 





IL POPOLO INQUINATO NON PIANGE, MA LOTTA WE SHALL OVERCOME 




GELA, ISOLA DELLE FEMMINE, Italcementi, M5S, MILAZZO, PETROLCHIMICO,
MANNINO,AUGUSTA MELILLI,PRIOLO,INQUINANTI,TUMORI,NEOPLASIE,DON PALMIRO PRISUTTO






Rischio idrogeologico: 104 milioni da spendere, usati solo 50mila euro IL POPOLO INQUINATO NON PIANGE, MA LOTTA WE SHALL OVERCOME 


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