Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”






Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “




Pino Ciampolillo


venerdì 23 ottobre 2009

giovedì 22 ottobre 2009

assunzioni e voto di scambio?

ASSUNZIONI E VOTO DI SCAMBIO?


ASSUNZIONI E VOTO DI SCAMBIO?






Alcuni giorni orsono abbiamo assistito ad uno spettacolo indecente ed avvilente per la democrazia, i diritti e i doveri.


Protagonisti amministratori e “potenziali dipendenti”.


Era prevedibile che le cambiali firmate o meno, a sostegno della campagna elettorale per le elezioni amministrative, sarebbero arrivate a scadenza ed i creditori ne avrebbero preteso l’incasso.


Non di denaro consisteva il credito “promesso” ( Il denaro da voci udite sembra sia stato offerto prima e precisamente 10.000 euro) bensì di LAVORO!


Fuori dai nostri intenti di offendere le coscienze libere e sane dei Cittadini isolani, risparmiamo di riferire: insulti grida minacce che vicendevolmente si scambiavano “Creditori e Debitori”, sotto la sede del Municipio. Il Sindaco è stato costretto a chiamare i carabinieri per farsi proteggere, sembra che abbia provveduto a denunciare qualche “aspirante dipendente”.


Uno spettacolo veramente indecente, basare la propria carriera politica-amministrativa sui BISOGNI delle PERSONE.


Assunzioni clientelari e voto di scambio?

Ecco come si possono giustificare i successi elettorali di alcuni gruppi ben individuati di “politici” locali. Gruppi e personaggi che continuano a scambiare le proprie cariche come uffici di “collocamento”.


Nelle ultime elezioni abbiamo assistito ad un mortificante via-vai della speranza di giovani e padri di famiglia che per una promessa di posto di lavoro si sono resi disponibili a riempire la nostra piazza e a sostenere la campagna elettorale amministrativa come segno di riconoscenza.


Come può un paese aprirsi al cambiamento con questi metodi coercitivi e ricattatori?


Può un cittadino “onesto” pensare che improvvisati “politici” possano avere una qualche etica nella gestione del pubblico denaro?


Quanto è accaduto nelle scorse elezioni non è altro che la prosecuzione dei vecchi metodi di sempre che riproducono la solita spartizione dei posti di lavoro.


I soliti “avvoltoi” non si lasciano sfuggire nessuna occasione per aprirsi al più avvilente clientelismo.


Da parte nostra diciamo basta alla mortificazione delle coscienze: non è più possibile anteporre:


Il denaro a tutto!


La nostra Comunità sta andando a rotoli perché non esistono più regole, se non quelle stabilite dai soliti “ignoti”.

Vedasi la vicenda degli abusi edilizi denunciati in queste settimane. Sembra siano coinvolti direttamente e/o indirettamente anche dei nostri amministratori.

Si proprio quei Signori che dovrebbero essere per i Cittadini di Isola delle Femmine modello di onestà lealtà trasparenza legalità rispetto e responsabilità per la funzione che ricoprono.

Un domani saremo tutti corresponsabili perché è questo modello di agire politico amministrativo che stiamo trasmettendo alle nuove generazioni.


Non comprendiamo il perché quando arriva nel nostro paese un’impresa o comunque una qualche attività imprenditoriale, si debba consumare questa pratica deteriore, che vede predominare la logica della spartizione tra “eletti”.


Si può chiedere al Sindaco una vigilanza politica attorno a queste situazioni, alla magistratura poi il compito di individuare ipotesi di reato.



E non solo quello relativo al voto di scambio.>



Comitato Cittadino Isola Pulita


Beghe di Paese?

Questa mattina mi sono recato presso la stazione dei Carabinieri di Isola delle Femmine e in un colloquio avuto con Il Comandante della Stazione mi è stato riferito: che non è stata presentata nessun tipo di denuncia, esposto querela o “delazione”, sulla mia persona o di un componente della mia famiglia.
L’incontro di cui ringrazio il Comandante, è stato da me caldeggiato a seguito di notizie FATTE di proposito circolare in paese, per una mia presunta violazione delle norme edilizie.


Ancora una volta i Cittadini di Isola delle Femmine si possono rendere conto che gli autori di tali “accanimenti e/o persecuzioni” contro chiunque ostacoli le “cose loro”, inficia (eufemismo), fa venir meno il significato della Responsabilità,della Legalità e del Rispetto delle Regole (la mia bussola) che dovrebbe indurre gli organi preposti ad individuare comportamenti univoci e programmati per rendere più equa e soprattutto efficace la battaglia verso questo modo di fare assai diffuso e illegale.


Pino Ciampolillo

*Isola delle Femmine Disposto il divieto di dimora al comandante e al suo vice
Isola delle Femmine: **Isola delle Femmine Consiglio Comunale Bilancio Previsione 2010 6 maggio 2010

venerdì 16 ottobre 2009

SENTENZA VERANDA ISOLA DELLE FEMMINE


C.G.A. 5 agosto 1993, n. 291


  • Art. 20 L.R. 4/2003, liberalizzando tutta una serie di opere interne, dispone che “in deroga ad ogni altra disposizione di legge, non sono soggette a concessioni e/ o autorizzazioni, né sono considerate aumento di superficie utile o di volume, né modifica della sagoma della costruzione, la chiusura di terrazze di collegamento oppure di terrazze non superiori a metri quadrati 50 e/o la copertura di spazi interni con strutture precarie”.


  • Il quarto comma dello stesso art. 20 precisa che “Ai fini dell'applicazione dei commi 1, 2 e 3 sono da considerare strutture precarie tutte quelle realizzate in modo tale da essere suscettibili di facile rimozione”


http://www.lexambiente.it/article-print-5432.html




Repubblica Italiana

In nome del Popolo Italiano

Il Tribunale Amministrativo Regionale Sede di Palermo

Seconda Sezione ha pronunciato la seguente sentenza


N 945/07 Reg Sent N 18 Reg Gen

ANNO 2007

ai sensi dell’art. 9 della l. n. 205/2000


sul ricorso R.G. N. 18/07 proposto da ROMANO Nunzio, rappresentato e difeso, giusta procura a margine del ricorso, dagli avv.ti Salvatore Federico e Cristiano Bevilacqua, presso il cui studio in Palermo, via Campolo n. 92, è elettivamente domiciliato,


CONTRO


il Comune di Isola delle Femmine, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito in giudizio,


PER L'ANNULLAMENTO


-dell’ordinanza n. 54 del 16 ottobre 2006, con la quale è stata disposta la demolizione di opere edilizie abusive.


VISTO il ricorso introduttivo del giudizio;


VISTA la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato;


Relatore Presidente Nicolò Monteleone;


Udito all’udienza camerale del 13 marzo 2007 il difensore del ricorrente, come da verbale;


VISTI l’art. 21, decimo comma, e l’art. 26, quarto e quinto comma, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, come rispettivamente modificati dall’art. 3 e dall’art. 9 della legge 21 luglio 2000, n. 205, che consentono al giudice amministrativo, adito in sede cautelare, di definire il giudizio con "sentenza succintamente motivata”, ove la causa sia di agevole definizione nel rito o nel merito;


CONSIDERATO che il ricorso si appalesa fondato sotto il profilo di censura dedotto con il primo motivo d’impugnazione, in quanto per le opere in questione in data 28 dicembre 2005 era stata presentata apposita istanza di autorizzazione in sanatoria ex art. 20 della legge reg.le 16 aprile 2003, n. 4 e, per costante giurisprudenza, deve ritenersi illegittima l'ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive qualora il Comune non si sia previamente ed esplicitamente pronunciato sulla domanda di sanatoria presentata antecedentemente dall'interessato, quantomeno per evitare di vanificare a priori l'interesse al rilascio del titolo abilitativo in sanatoria e, pertanto, l'inconveniente consistente nel demolire un'opera, per poi consentirne la ricostruzione in base a concessione edilizia, nel caso in cui sussistano i presupposti per il suo rilascio (Cons. Stato, sez. V, 14 giugno 1994, n. 654; C.G.A. 5 agosto 1993, n. 291; T.A.R. Campania, sez. IV, 20 ottobre 2003, n. 12925, 16 maggio 2005, n. 6205; T.A.R. Sicilia, sez. III, 17 giugno 2005, n. 993, 25 novembre 2005, n. 6317, 16 maggio 2006, n. 1119);


- che, ciò stante ed assorbito quant'altro, il ricorso deve essere accolto, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato;


- che, in relazione alla natura della controversia, si ravvisano giusti motivi per compensare tra le parti le spese del giudizio;


P.Q.M.


Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, Sezione terza, accoglie il ricorso in epigrafe indicato e, per l'effetto, annulla il provvedimento impugnato.


Spese compensate.


Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Amministrazione.


Così deciso in Palermo, nella Camera di consiglio del 13 marzo 2007, con l'intervento dei Signori Magistrati:


- Nicolò Monteleone

- Presidente - estensore

- Cosimo Di Paola

- Consigliere

- Giovanni Tulumello

- Primo Referendario

Depositato in Segreteria il 22.3.2007

Il Direttore

Maria Rosa Leanza


http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Palermo/Sezione%202/2007/200700018/Provvedimenti/PA_200700945_SE.DOC

TAR Calabria, Reggio Calabria – Sentenza 20 maggio 2009, n. 344
Ai sensi dell’art. 3, co. 1, D.l.vo 19 agosto 2005 n. 195, l'autorità pubblica deve rendere disponibile, l'informazione ambientale detenuta a chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse, nella specie, peraltro, manifestato e sussistente nel fatto di aver stipulato contratto di somministrazione di acqua potabile con il Comune. L’art. 2 (“Definizioni”) del medesimo D.l.vo n. 195 cit. chiarisce che per “informazione ambientale” si intende “qualsiasi informazione disponibile in forma scritta, visiva, sonora, elettronica od in qualunque altra forma materiale concernente: 1) lo stato degli elementi dell'ambiente, quali l'aria, l'atmosfera, l'acqua, il suolo, il territorio … 3) le misure, anche amministrative, quali le politiche, le disposizioni legislative, i piani, i programmi, gli accordi ambientali e ogni altro atto, anche di natura amministrativa, nonché le attività che incidono o possono incidere sugli elementi e sui fattori dell'ambiente di cui ai numeri 1) e 2)”. Orbene, i controlli che il Comune deve effettuare ai sensi del D.l.vo 2 febbraio 2001 n. 31, e più esattamente degli artt. 6 e segg. (l’art. 5, citato in ricorso, si occupa, invece, dei cc.dd. valori di parametro), possono annoverarsi tra le misure amministrative che incidono sullo stato dell’acqua e sono, quindi, accessibili. 24-7-2009

Tribunale di Palermo, Sezione III Penale – Ordinanza 22 giugno 2009

Legittimazione processuale in presenza di danno ambientale - “Le Associazioni di protezione dell’ambiente, ivi comprese quelle a carattere locale non riconosciute ex art. 13 legge 8 luglio 1986, n. 349, possono intervenire nel processo e costituirsi parti civili, in quanto abbiano dato prova di continuità della loro azione, aderenza al territorio, rilevanza del loro contributo, ma soprattutto perché formazioni sociali nelle quali si svolge dinamicamente la personalità di ogni uomo, titolare del diritto umano all’ambiente”. (v. Cass. Sez. 3, n. 9837 dell’1 ottobre 1996, Locatelli).24-09-2009

TAR Calabria, Reggio Calabria – Sentenza 20 maggio 2009, n. 343

L’art. 3, co. 1, D.l.vo 19 agosto 2005 n. 195 precisa che l'autorità pubblica deve rendere disponibile l'informazione ambientale detenuta a chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse. Nella specie, peraltro, il richiedente - come prima riferito - ha palesato l’interesse sotteso all’acquisizione dell’informazione.01-09-2009

TAR Sicilia, Palermo, Sezione III – Sentenza 14 luglio 2009, n. 1292

Pronuncia relativa ad una controversia riguardante un provvedimento di demolizione di opere edili basato sul presupposte che le stesse fossero state realizzate su area appartenente al demanio marittimo. 10.10.2009

Consiglio di Stato, Sezione IV – Sentenza 24 marzo 2009, n. 1765

Il principio secondo cui l' art. 2 primo comma L. 19 novembre 1968 n. 1187, che ha fissato entro il limite temporale del quinquennio l'efficacia delle prescrizioni dei piani regolatori generali « nella parte in cui incidono su beni determinati ed assoggettando i beni stessi a vincoli preordinati all'espropriazione od a vincoli che comportino l'inedificabilità », si riferisce ai vincoli che producano una pressoché totale ablazione del diritto di proprietà, essendo tanto intensi da annullare o ridurre notevolmente il valore degli immobili cui si riferiscono, ivi compresa l'ipotesi di imposizione temporanea di inedificabilità fino all'entrata in vigore dei piani particolareggiati, per la cui redazione non sia fissato alcun termine finale certo.31-08-2009


TAR Puglia, Lecce, Sezione I – Sentenza 23 maggio 2009, n. 1289

Il Collegio rileva che l’obbligo giuridicamente rilevante per l’amministrazione comunale di provvedere alla integrazione del piano regolatore generale nelle parti decadute ai sensi dell’art 2 della legge 19.11.1968, n.1187 è adeguatamente soddisfatto nella fattispecie concreta, ove si è in presenza della determinazione ad avviare il complesso procedimento di pianificazione idoneo a culminare nel varo di uno strumento urbanistico generale inedito, quale può essere considerato il P.U.G. per un territorio precedentemente dotato di Piano di Fabbricazione. L’assunto è tanto più vero quando il procedimento urbanistico in questione ha già superato la fase preliminare della stesura del cd Documento preliminare e programmatico che , com’è noto, contiene le linee generali di indirizzo da impiegare nella adozione del nuovo strumento di governo del territorio.25-08-2009

http://88.57.244.243/elencoatti.php?codice_area=2&codice_categoria=1







Cristiano Bevilacqua: L'URBANISTICA NELLA SUA EVOLUZIONE
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/05/lurbanistica-nella-sua-evoluzione.html


MONITORAGGIO ABUSIVISMO EDILIZIO
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/09/monitoraggio-abusivismo-edilizio.html

LICENZA EDILIZIA LA FATA MARIA ANTONIA TOIA


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LICENZA EDILIZIA POMIERO


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LICENZA EDILIZIA BRUNO ROSARIO GRECH


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LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA GAMBINO GIOVANNI


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LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA GAMBINO GIOVANNI


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LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA VASSALLO ANTONIETTA


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/05/licenza-edilizia-in-sanatoria-vassallo.html





LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA RIZZO PROVVIDENZA


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/01/licenza-edilizia-in-sanatoria-rizzo.html





LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA MAZZOLA ANTONINA
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/09/comunicato-stampa.html

LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA DI LORENZO PIETRO


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/commissione-edilizia.html





LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA RIZZO ROSALIA


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/03/amaro-per-i-dipendenti-it.html





LICENZA EDILIZIA IN SANATORIA DI LORENZO EMANUELE


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/200/onde-elettromagnetiche_8354.html





LICENZA EDILIZIA IN VARIANTE CARDINALE ORAZIO


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/03/undifettonelladonna.html





LICENZA EDILIZIA SCALICI GIUSEPPE


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/03/oggetto-autorizzazione-integrata-amb.html





LICENZA EDILIZIA TINNIRELLO


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/05/la-battaglia-navale-di-portobello.html





LICENZA EDILIZIA GIAMBONA


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/09/italcementi-sciopero-oltranza-dell_11.html





LICENZA EDILIZIA LO BELLO /RALLO


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/05/interrogazione-wind-shear-2003.html



Ordinanze Ufficio Tecnico Comunale:

ORDINANZA N. 57.pdf

mercoledì 7 ottobre 2009

LA CONSULTA BOCCIA IL LODO ALFANO








LA CONSULTA BOCCIA IL LODO ALFANO








(AGI) - Roma, 7 ott. - Il Lodo Alfano viola la Costituzione. E' quanto hanno sancito i giudici della Consulta, secondo i quali la legge sulla sospensione dei processi penali per le 4 piu' alte cariche dello Stato e' in contrasto con l'articolo 138 della Costituzione. Dunque, secondo la Corte, una norma del genere non poteva essere introdotta con legge ordinaria, ma soltanto con una riforma costituzionale.





LA CORTE COSTITUZIONALE E IL LODO ALFANO







in questi giorni la corte costituzionale e' chiamata a pronunciarsi sul famigerato Lodo Alfano,la sua decisione sull'ammissibilita' dello stesso sara' resa nota il 6 ottobre.Il Lodo Alfano,per i pochi che ancora non lo sanno e' una legge dello Stato Italiano che prende il nome dall'attuale ministro di Giustizia Angelino Alfano e in sostanza sancisce la sospensione dei processi penali nei confronti delle prime 4 cariche dello stato (Presidente della Repubblica,del Senato,della Camera e presidente del consiglio)e ovviamente riguarda anche i processi in svolgimento.I sostenitori di questa legge hanno sempre sostenuto che fosse giusta in quanto l'apertura di un processo su una di queste cariche avrebbe di fatto impedito il sereno svolgimente delle funzioni istituzionali alle quali queste cariche sono preposte,ovviamente sostengono altresi' che il processo viene solo temporaneamente sospeso e si riprendera' alla fine del mandato.adesso riporto testualmente l'art.3 della Costituzione della Repubblica:"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."Penso che una legge che mette al di sopra di tutto 4 cittadini Italiani,seppur temporaneamente,non possa certo dirsi costituzionale e francamente non vedo perche' i giudici si debbano pronunciare su una questione tanto palese.La mia paura sta' nel fatto che questa legge alla fine passera'e si creera' quella disuguaglianza che ogni democrazia non dovrebbe permettere al suo interno.Una cosa che mi ha lasciato molto perplesso e' stato il fatto che il Presidente della Repubblica "Giorgio Napolitano" a suo tempo firmo' quella legge senza battere ciglio,in pratica mettendosi anche lui nell'immunita',anche se si sa' benissimo che questa riguarda soprattutto (anzi solamente) una persona:Silvio Berlusconi.Una legge dello stato viene promulgata a uso e consumo di una persona solamente,se non fossimo ormai abituati a tutto cio' ci sarebbe da indignarsi,ma purtroppo la nostra rassegnazione e la nostra incapacita'di vedere le cose per quello che in realta' sono ci porta a rassegnarci al peggio e porta lorsignori a far sprofondare sempre piu' in basso questa nazione.

Fonte: libertus

http://blog.legginotizie.com/politica/la-corte-costituzionale-e-il-lodo-alfano/

Dossier di documenti sull'immunità delle più alte cariche dello Stato

Il Lodo Alfano

La prima ordinanza del Tribunale di Milano contro il Lodo Alfano

La seconda ordinanza del Tribunale di Milano

Il Lodo Schifani

La prima sentenza della Consulta che dichiarò il Lodo Schifani in parte illegittimo

CITTADINO LEX Tutti i documenti sul lodo Schifani e su quello Alfano

Minacce di morte a Sandro Ruotolo:

Minacce di morte a Sandro Ruotolo:
il giornalista pedinato e sorvegliato

Negli ultimi giorni è stato impegnato in un'inchiesta sulla mafia per Annozero. «Continuerò con la schiena dritta»










ROMA (6 ottobre) - Una lettera anonima con minacce di morte è arrivata a casa del giornalista Sandro Ruotolo, uno dei più stretti collaboratori di Michele Santoro nel programma tv Annozero. Le minacce, sulle quali sta indagando la Digos di Roma, riguardano anche la famiglia di Ruotolo. Secondo gli inquirenti non si tratterebbe dell'opera di un mitomane: da alcuni dettagli della lettera si evince che il giornalista, impegnato negli ultimi giorni a Palermo per un'inchiesta sulla mafia che dovrebbe andare in onda nel programma di Raidue, è stato pedinato e sorvegliato. Nella stessa missiva, scritta probabilmente tramite computer, si fa riferimento ad una lista di obiettivi in cui Ruotolo sarebbe il secondo: la lista non comprenderebbe altre persone legate ad Annozero.

Nella lettera riferimenti al servizio sul "caso Boffo".
Nella lettera, oltre a frasi come «Attento tu sei il secondo della lista», ci sono anche riferimenti ad un servizio andato in onda sulla vicenda Boffo, l'ex direttore di Avvenire dimessosi dopo le polemiche seguite ad alcuni articoli pubblicati da "Il Giornale". La lettera, oltre a precisare che il giornalista è stato «pedinato e seguito», fa riferimento alla sua vita privata: chi ha scritto le minacce ha parlato dei due animali domestici di casa Ruotolo.

Le indagini della Digos. La lettera è ora nelle mani della Digos di Roma, i cui investigatori stanno procedendo a due tipi di indagini, quelle tecnico-scientifiche e quelle di analisi per verificarne la matrice. Fondamentale, è stato spiegato, è non sottovalutare nessun passaggio della missiva e procedere ad ogni tipo di controllo. Ma per fare ciò bisognerà studiare il «lessico e le espressioni» usate nella lettera a Ruotolo per poterle, eventualmente, mettere a confronto e collegare a gruppi o persone che in passato hanno rivendicato atti dimostrativi.

«Continuerò a fare il giornalista con la schiena dritta. Mi fido degli investigatori, quello che loro dicono mi va bene, sono dei professionisti - ha dichiarato il giornalista - L'unica cosa che posso sicuramente affermare è che continuerò a fare il giornalista con la schiena dritta, queste cose non mi fermano».

Solidarietà a Ruotolo è stata espressa da esponenti di tutte le forze politiche. «Ogni giornalista, al di là delle polemiche, ha il diritto di poter lavorare in piena serenità - ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani - Mi auguro che Ruotolo non si lasci intimidire e continui a lavorare in piena serenità non sentendosi solo perché ha al fianco i colleghi e le istituzioni».
Per la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro «le minacce che Ruotolo ha ricevuto sono molto preoccupanti e sono un segnale gravissimo del clima pessimo in cui stiamo vivendo nel nostro Paese». Solidarietà anche dal Pdl: il senatore Carlo Vizzini, presidente della Commissione Affari costituzionali dice che «Ruotolo è un giornalista sicuramente scomodo che fa inchieste coraggiose, anche se talvolta non tutto è condivisibile. Ma proprio per questo la mia solidarietà è ancora più forte, perché nessuno può pensare di spegnere la voce di un giornalista libero». Il deputato dell'Udc Roberto Rao, capogruppo centrista in commissione di Vigilanza Rai, sottoline che «Sandro Ruotolo è un giornalista indipendente e coraggioso, che in tanti anni di inchieste ha saputo far emergere molte verità nascoste. A lui va la nostra sincera solidarietà per le minacce di cui è stato fatto oggetto». Massimo Donadi e Felice Belisario, presidenti dei gruppi parlamentari dell'Idv: «A nome dei deputati e dei senatori di Italia dei Valori esprimiamo a Sandro Ruotolo, raro esempio di giornalista coraggioso ed indipendente, e alla sua famiglia piena solidarietà per le vili minacce di cui è stato oggetto. Confidiamo altresì nel lavoro degli investigatori che ci auguriamo possa far luce quanto prima su tale preoccupante episodio da non sottovalutare, segnale di un imbarbarimento del clima nel nostro Paese». Il segretario del Prc, Paolo Ferrero, sostiene che «proprio nel momento in cui Berlusconi suscita un clima di caccia alle streghe nei confronti della libertà di stampa e di critica, la natura e le modalità delle minacce a Ruotolo diventano oltremodo inquietanti». Attestati di solidarietà e di stima nei confronti di Ruotolo vengono, tra gli altri, anche dalla Federazione nazionale della stampa, dall'Associazione stampa romana e dall'Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili.




6/10/2009 (17:13) - IL CASO

Sandro Ruotolo
minacciato di morte






Sandro Ruotolo, giornalista di Annozero

Lettera anonima contro il giornalista «Ma continuerò a fare il mio lavoro»

ROMA
Minacciato di morte, pedinato, sorvegliato: momenti da incubo per il numero due di Annozero, Sandro Ruotolo, che si è visto recapitare a casa una lettera minatoria con alcuni riferimenti al caso Boffo, il direttore di Avvenire che si è dimesso dopo la campagna del Giornale. La missiva avverte Ruotolo che è il secondo di una lista di "obiettivi". Non solo: l’autore fa capire che non scherza, mostrando di conoscere particolari della vita familiare del giornalista. La Digos ha già aperto un fascicolo e le indagini sono in corso.

Preoccupazione e costernazione sono i sentimenti che si diffondono da subito. Le minacce cadono in un momento particolarmente teso, dopo la vicenda di Dino Boffo, terreno di scontro politico e giornalistico, con Annozero al centro di furibonde polemiche e la "questione-informazione" rappresentata nella piazza del 3 ottobre.

Ruotolo è al lavoro per preparare la puntata di giovedì nella quale si parlerà di mafia con la testimonianza di Massimo Ciancimino, figlio di Vito, l’ex sindaco di Palermo, condanato per favoreggiamento e concorso esterno in associazione mafiosa. Un’altra puntata difficile e delicata che potrebbe turbare i vertici di Viale Mazzini (domani si riunisce il Cda e discuterà dell’editoriale del direttore del Tg1, Augusto Minzolini).

Oggi tutti sono uniti nell’esprimere una solidarietà non di maniera a Ruotolo.«Ogni giornalista, al di là delle polemiche - dice il presidente del Senato Renato Schifani - ha il diritto di poter lavorare in piena serenità. Mi auguro che Ruotolo non si lasci intimidire e continui a lavorare in piena serenità non sentendosi solo perchè ha al fianco i colleghi e le istituzioni».

Massimo Liofredi, direttore di Raidue, telefona a Ruotolo per dargli appoggio e sostegno. Gli stessi sentimenti arrivano dal Pd con alcuni tra i principali esponenti del partito: Anna Finocchiaro, Walter Veltroni, Ignazio Marino, Paolo Gentiloni. Un invito agli investigatori a fare piena luce sull’accaduto è rivolto da senatori e deputati dell’Italia dei Valori.

Jacopo Venier (Pdci) invia un telegramma: «Caro Sandro Ruotolo, quando un giornalista fa bene il suo lavoro, come tu fai da anni, non deve avere nessuna paura, perchè il solo sapere di avere con sè l’affetto e il calore di milioni di telespettatori, che sono sicuro in queste ore ti staranno esprimendo solidarietà, lo fa sentire immune da qualsiasi minaccia». Il segretario del Prc, Paolo Ferrero, esprime la vicinanza del suo partito a Ruotolo, oggetto di minacce di carattere assolutamente inquietante.«Le forze di polizia devono tenere molto alta la vigilanza a tutela della incolumità del giornalista», dice il presidente del Copasir, Francesco Rutelli.

Sull’altro fronte, la solidarietà arriva anche da Udc e la Lega. Secondo Roberto Rao, le minacce di oggi sono un segno di «quanto sia esasperato il clima di scontro che si respira nel nostro Paese nel campo dell’informazione». Solidarietà sincera viene espressa dai senatori della Lega.

Naturalmente c’è la mobilitazione collettiva dei colleghi: la Federazione della Stampa, l’Usigrai, l’Unci, Stampa Romana esprimono preoccupazione, ma contemporaneamente chiedono a Ruotolo di non lasciarsi intimidire. Anche le rappresentanze sindacali delle varie testate, come il Cdr del Tg2 e quello del Tg5, gli sono vicine.



http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200910articoli/47994girata.asp


Mafia, una testimone perde la copertura: torno in Sicilia, per lottare, non a morire





ROMA (4 ottobre) - «A distanza di 18 anni da quella scelta che ha segnato la mia vita e che non rinnego, dico basta. Ritorno in Sicilia, visto che sono una ex testimone, ritorno a casa mia, dove nessuno può cacciarmi, ritorno alla mia identità che nessuno ha diritto di cancellare. Ritorno tra i ragazzi per rivendicare il diritto alla vita. Non torno per morire ma per lottare». Lo scrive Piera Aiello in una lettera resa nota dall'Associazione antimafiae Rita Atria.

Dopo avere perso la sua copertura che le ha garantito di vivere in una località segreta sotto un altro nome, Piera Aiello, testimone di giustizia dal 1991, quando decise di rompere con il suo contesto familiare e di denunciare il contesto mafioso che conosceva, è amareggiata per avere appreso di essere considerata una ex testimone. «Preferisco passare gli ultimi giorni della mia vita nella mia Sicilia, in mezzo ai mie affetti, che mi sono stati strappati 18 anni fa. Ma desidero farlo rendendo pubbliche le ragioni della mia decisione».

Piera Aiello spiegherà i motivi della sua decisione martedì prossimo alle 11.30 a Partanna (Tp), in via Crispi 199, in una conferenza stampa alla presenza di don Luigi Ciotti.




La testimonianza di Piera Aiello: sono rimasta senza copertura

di Jolanda Bufalini tutti gli articoli dell'autore


Una giovane donna senza volto, che non lascia traccia al suo passaggio: la sua immagine non va riprodotta, la sua voce non va registrata. E, fino a qualche giorno fa, anche i suoi passi si confondevano con quelli di cinque uomini di scorta. Ora no. Ora che è a Partanna di Sicilia, la città da cui è dovuta fuggire 18 anni fa, le autorità hanno deciso che la cognata di Rita Atria e, come Rita, testimone di giustizia, non ha necessità di protezione. Eppure di qui sono i boss della mafia del Belice che lei ha contribuito a far condannare.
È tornata a Partanna 48 ore fa, per rivolgersi alla stampa. Perché? «La mia è una ribellione contro l’assenza dello Stato, che da 18 anni qui non si è mai visto. Lo Stato pretende di gestirci ma non è così. Il servizio centrale di protezione delega al prefetto sul posto. Un prefetto che non sa nulla di me e della mia storia. Io, comunque - quando si è scoperto il luogo dove abito - mi sono rivolta al prefetto e abbiamo concordato l’istallazione della video-sorveglianza. A maggio ho presentato i preventivi ai carabinieri ma le telecamere non sono ancora state istallate».
È vero che non ha più scorta? «I carabinieri mi hanno spiegato che sono uscita dal programma di protezione. Sono fuori. Ma, quando sono entrata, io firmai per accettare. Mi pare che dovrei accettare anche per fuoriuscire. Sarei la persona più felice del mondo se qualcuno mi consegnasse un documento in cui c’è scritto che sono fuori pericolo. La realtà è un’altra: fino a pochi giorni fa avevo 5 persone di scorta. Cosa è successo dopo?».
Come è stato il ritorno a Partanna? «Traumatico e bello. Ho ritrovato affetti e oggetti che avevo lasciato diciotto anni fa: foto, quadri dipinti da me, il mio letto da ragazza...»
Lei dipinge? «Faccio di tutto, ricamo e tutte le cose artigianali che mi impegnano le mani. Serve ad estraniarmi e a restare sola con Piera».
Posso chiederle la sua situazione familiare attuale? «Ho una nuova famiglia. Sono stata vedova per 7 - 8 anni quando mio marito fu ucciso. Poi ho avuto la fortuna della possibilità di riaffacciarmi alla vita».
Il suo primo marito era il fratello di Rita Atria? «Quando fu ucciso mio marito, prima io e poi Rita decidemmo di testimoniare. Consideravamo inconcepibile un’esistenza in cui le persone vengono uccise».
Che ricordo ha di Rita? «Era una ragazza stupenda, aveva 17 anni ma la sua maturità era di una donna di 40. Ed era molto sola. E quando è morto zio Paolo si è accorta di essere rimasta ancora più sola».
Zio Paolo è Paolo Borsellino? «All’inizio gli davo del lei, lo chiamavo onorevole. E lui mi disse: “Con tutto il rispetto, ma io non sono onorevole né voglio esserlo. Sono un semplice procuratore della Repubblica”. Sa, Rita aveva 17 anni, io ventidue, mia figlia tre. Fu lui a dirci di chiamarlo così».
Come seppe dell’attentato? «L’ho saputo dalla Tv».
Come era la vita prima dell’omicidio di suo marito? «Era una vita di sotterfugi, di ribellioni, di bugie, di botte. Quello che oggi per una ragazza è scontato, allora, per noi, era una conquista. Uscire con un’amica a mangiare una pizza, dire quello che pensi. Tutto questo era impossibile».
Sua figlia ha oggi l’età che lei aveva allora. «Va all’università. Studentessa universitaria (c’è una nota di orgoglio in Piera quando pronuncia queste parole, ndr). E l’ultima volta che l’ho vista mi ha detto “mamma, ricordati che hai una famiglia”».
Non è d’accordo con la sua battaglia? «Non riesce ad avere fiducia nello Stato. Del resto, che fiducia si può avere? Ci sono stati troppi giochi di potere in questi 18 anni».
Sua figlia avrebbe preferito che lei non fosse testimone di giustizia? «Pensa che se decidi di testimoniare devi sapere che lo Stato non c’è. Mia figlia, per esempio, a scuola l’ho iscritta io. Andai dal preside e gli dissi: “Spero che lei non sia un mafioso”. Credo che, in un primo momento, mi abbia preso per pazza. Non era mafioso, era un bravo padre di famiglia e mi ha aiutato».
Che ne è delle persone condannate per l’omicidio di suo marito? «Dei processi e delle condanne io so poco. A me non interessa. Mi interessa la storia. Mi hanno detto che qualcuno di loro è libero».
Il sottosegretario Mantovano ha detto che parlare di abbandono dello Stato nel caso di Piera Aiello è cosa destituita di fondamento... «Io sarei felicissima di essere fuori pericolo, ma nessuno ha scritto in un documento che le cose stanno così. Non è una questione politica, è in ballo la vita di persone innocenti. La commissione antimafia ha presentato una relazione sulla condizione dei testimoni, se ne sono occupati Giuseppe Lumia e Angela Napoli che è di An. Una relazione ignorata e boicottata».
Come è stata accolta a Partanna? «Non si è visto nessuno, tranne i parenti e qualche amica cara».
Lei ha rotto l’omertà, non è accettata, c’è paura? «Non ci sono stati comitati di accoglienza. Non si sono “sperticati” per venirmi a trovare».
E quando esce che atteggiamenti incontra? «Da quando sono tornata io vivo in galera, ma volevo arrivare alla conferenza stampa. Ora vedremo, certo non intendo stare rinchiusa a fare una vita monacale».


07 ottobre 2009


http://www.unita.it/news/italia/89428/la_testimonianza_di_piera_aiello_sono_rimasta_senza_copertura

sabato 3 ottobre 2009

LEGALITA' E TRASPARENZA AMMINISTRATIVA



LEGALITA' E TRASPARENZA AMMINISTRATIVA



Articolo 21 Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.


La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Articolo 3 Costituzione
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.

Articolo 13 Costituzione
La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c. 1, 2] e nei soli casi e modi previsti dalla legge [cfr. art. 25 c. 3].

Articolo 18 della Costituzione
I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale [cfr. artt. 19, 20, 39, 49].

Papa: c'e' bisogno di governanti credenti e credibili
Oggi c'e' bisogno di responsabili politici ''credenti'' e ''credibili'', dediti ''non al proprio interesse egoistico, bensi' al bene comune''.

Dopo il caso del dipendente Arch Albert Giovanni che aveva esposto in ogni sede giuridica amministrativa la sua:
"LA VIA CRUCIS DELL'ARCHITETTO GIOVANNI ALBERT DIPENDENTE DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE",
(http://mafiazero.blogspot.com/2007/08/maiorana-e-il-figlio-scomparsi.html?showComment=1191772380000#c4104384207501943605)
si sta profilando un altro caso di persecuzione contro un dipendente che ha sempre dimostrato spirito di collaborazione e responsabilità di servizio. La nostra speranza che vengano immediatamente ristabilite ed attuate (così come leggi dispongono)
le giuste separazioni tra il potere politico ed il potere amministrativo. La carica amministrativa non può essere presa a pretesto per "vendette" o ritorsioni contro Dipendenti Cittadini Associazioni Consiglieri e Movimenti che esprimono liberamente le proprie opinioni e posizioni politiche.

La carica Amministrativa di un Sindaco non lo autorizza, durante le sedute consiliari a rivolgersi ad un Consigliere con frasi: ".......Tu stai zitto, Tu non parlare, Tu sei un semplice portavoce di......., nella vostra lista elettorale avevate un candidato (di cui ne ha menzionato il Nome e Cognome) appoggiato lui si da un mafioso............ " (seduta del Consiglio Comunale 28.9.09)


Avv Massimo Barrile

Via P.pe di Villafranca 10

tel 091332718 fax 09160922533

90141 PALERMO

Raccomandata a.r.

Allo spettabile U.P.L. di Palermo

Al Comune di Isola delle Femmine, in persona del Sindaco

Oggetto: Richiesta di collegio di conciliazione, ai sensi dell'art 65 del D.lgs n 165/2001


Il Signor Rappa Rocco Salvatore, nato a Isola delle Femmine il 31.03.1958, elettivamente domiciliato ai fini della presente procedura in Palermo, via P.pre di Villafranca n 10 presso lo studio Legale Avvocati Associati Massimo Barrile Roberto Croce e Giuseppe Mandalà con il presente atto, chiede che venga effettuato il tentativo di conciliazione dinanzi al Collegio di cui all'art 66 D.lgs 165/2001. All'uopo nomina quale proprio rappresentante l'Avv. Massimo Barrile con studio in Palermo, via P.pe di Villafranca n 10.


Espone sommariamente i fatti:



  • l'odierno istante è dipendente del Comune di Isola dele Femmine, inquadrato in categoria "D", posizione economica D1 del CCNL del comparto Regioni Automie Locali, con il profilo di Specialista Attività Amministrativa giusta determinazione del Capo Settore I Amministrativo n 458 del 31.12.2008;


  • fino al giorno 30.06.2009, l'istante ha svolto le funzioni di Responsabile del Servizio 4° Tributi percependo la relativa indennità di responsabilità;


  • inopinatamente, con disposizione di servizio prot n 986 del 03.08.2009, il Sindaco di Isola delle Femmine ha deciso che "nelle more di riorganizzazione dei Servizi e degli Uffici....,con decorrenza 01.08.2009, la SV presti la propria opera presso il 4° Settore di Polizia Municipale dove si occuperà della Gestione Amministrativa";


  • ad oggi lìistante non svolge alcuna attività presso il servizio 4° di P.M. non avendo ricevuto alcun carico di lavoro adeguato e in ogni caso corrispondente alla categoria e profilo professionale rivestiti;


  • sul punto, giova sin d'ora precisare che nella vigente dotazione organica del 4° settore "Vigilanza" non è previsto il profilo professionale di "istruttore direttivo amministrativo (di categoria "C"), talchè risulta del tutto evidente che l'istante sarà chiamato ad espletare mansioni sostanzialmente inferiori a quelle della categoria di appartenenza, con conseguente grave pregiudizio della professionalità e dell'immagine; ritenuto


  • l'illegittimità della impugnata disposizione di servizio prot n. 986 del 03.08.2009 con la quale il Sindaco di Isola delle Femmine ha deciso di trasferire l'istante al 4° Settore di Polizia Municipale sotto il profilo della assoluta incompetenza dell'organo politico ad adottare atti di gestione del rapporto di lavoro in violazione degli art. 4 e 5 del Dlgs n. 165/2001;


  • l'illegittimità della predetta disposizione di servizio sotto il profilo della carenza di motivate ragioni organizzative ed in palese violazione dei comuni precetti di buonafede e correttezza contrattuale;


  • che della motivazione dell'atto traspare l'intento punitivo e discriminatorio nei confronti dell'istante;


  • che l'atto di gestione impugnato si pone in violazione dell'art 52 Dlgs n 165/2001 secondo cui "il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o ale mansioni considerate equivalenti nell'ambito della classificazione professionale prevista dai contratti collettivi;


  • ed infatti, nella nuova posizione l'istatnte è in atto adibito a mansioni indubbiamente inferiori a quelle proprie della categoria "D" dal medesimo rivestita;


  • che, pertanto, l'illegittimo trasferimento dell'istante determina una permanente lesione dell'immagine e della professionalità che ci si riserva di quantificare in corso di giudizio; tutto quanto sopra esposto e ritenuto, il sig. Rappa chiede che il Sig. Presidente dell'U.P.L. voglia fissare la comparizione delle parti per il tentativo di conciliazione perchè in quella sede sia annullata e/o revocata la disposizione di servizio prot. 986 del 3.8.2009 adottata dal Sindaco di Isola delle Femmine nonchè ogni atto presupposto connesso e consequenziale; sia in ogni caso riconosciuto che la nuova posizione alla quale è destinato reca grave pregiudizio alla immagine e professionalità e, pertanto, avanza domanda di risarcimento di ogni danno subito e futuro sia patrimoniale che non patrimoniale in ogni sua dimensione; i tutto maggiorato di interessi e rivalutazione fino al soddisfo; Palermo, 11 settembre 2009 Signor Rappa Rocco Avv. Massimo Barrile


IL 3 LUGLIO 2009, IN PIENA FESTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE, L'ARCH. D'ARPA SANDRO EMETTEVA A CARICO DELLA MOGLIE DEL DIPENDENTE COMUNALE SIG. RA PELLERITO ADA LILIANA ORDINANZA DI DEMOLIZIONE DELLA VERANDA REALIZZATA NEL LASTRICO SOLARE

(di cui riportiamo copia)

Ordinanza 29/R.O. 3.7.09




COPIA RICHIESTA ATTO DI CONCILIAZIONE PRESSO U.P.L. DI PALERMO







Cristiano Bevilacqua: L'URBANISTICA NELLA SUA EVOLUZIONE
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LICENZA EDILIZIA LA FATA MARIA ANTONIA TOIA LEONARDO
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