Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”






Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “




Pino Ciampolillo


lunedì 31 marzo 2008

IL SINDACO CHE SI AMMUCCIA

E' GIUNTO IL MOMENTO GENTILISSIMO SIGNOR SINDACO DI PRENDERSI LE RESPONSABILITA' DELLA CARICA CHE SI RICOPRE. LA FINISCA DI AMMUCCIARSI






ITALCEMENTI A.I.A. SINDACO ISOLA REGIONE CITTADINI UNA PRECISAZIONE SUL RUOLO DEI SINDACI NELLA PROCEDURA A.I.A.
I poteri del sindaco nell’autorizzazione integrata ambientale
L’ordinamento del D. Lgs. 59/2005 conferisce al Sindaco un rilevante ruolo operativo nel procedimento che porta all’AIA, alle verifiche e controlli successivi e, addirittura, gli affida la potestà di chiedere ed ottenere la revisione dell’AIA, se già concessa. Egli così diventa il vero Tutore del territorio, a cui è indispensabile la sintonia con il Presidente della Regione e con le altre Istituzioni.
Sulla concessione dell’AIA, il Sindaco ha quindi un potere immenso: come suoi amministrati abbiamo il diritto di chiedergli di esercitarlo e di non farsi sviare dalla questione più importante per il futuro del paese. L’Autorizzazione Integrata Ambientale ha valore vincolante e prescrive limiti, condizioni, controlli, strumenti di misura e analisi dei campioni. Essa stabilisce che i costi di controllo devono essere a carico dell’azienda e, in caso di inadempienze, prevede conseguenze amministrative e penali. E' in questa procedura che il Comune deve intervenire per fissare limiti e relativi strumenti di verifica. Le strette di mano con i dirigenti dell’Azienda non hanno alcun valore normativo, i limiti e le prescrizioni dell'AIA sì e vanno definiti con il Ministero.
Il Governo, con il D. Lgs del 30 ottobre 2007, che certamente sarà all’attenzione delle Istituzioni europee, all’ultimo minuto ha prorogato al 31 marzo 2008 la data entro la quale anche la Italcementi di isola delle Femmine dovrà essere in possesso dell’AIA. Il Sindaco è nelle condizioni di avanzare al Ministro dell’ambiente la richiesta, già avanzata ufficialmente dalle Associazioni Ambientaliste, di applicare per la Italcementi il comma 20 dell’art. 5 del D. Lgs 59/2005 che sembra tagliato su misura per Isola delle Femmine e che qui riportiamo.
“In considerazione del particolare e rilevante impatto ambientale, della complessità e del preminente interesse nazionale dell’impianto, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, possono essere conclusi, di intesa tra lo Stato, le regioni, le province e i comuni territorialmente competenti e i gestori, specifici accordi, al fine di garantire, in conformità con gli interessi fondamentali della collettività, l’armonizzazione tra lo sviluppo del sistema produttivo nazionale, le politiche del territorio e le strategie aziendali. In tali casi, l’autorità competente, fatto comunque salvo quanto previsto al comma 18, assicura il necessario coordinamento tra l’attuazione dell’accordo e la procedura di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. Nei casi disciplinati dal presente comma il termine di centocinquanta giorni di cui al comma 12 è sostituito dal termine di trecento giorni.”
La tragedia della Tyssen Krupp di Torino non ci sarebbe stata con la procedura AIA e se ci fosse stata adesso sul banco degli imputatati ci sarebbe anche chi ha concesso autorizzazioni troppo "leggere".

Con l'AIA i cittadini possono richiedere, facendone richiesta scritta, l'adozione della migliori tecnologie disponibili per ridurre le emissioni inquinanti. E le autorizzazioni diventerebbero una cosa molto seria.

L'autorizzazione integrata ambientale è, secondo la definizione di cui all'articolo 2 lettera l) del Dlgs 18 febbraio 2005 n. 59 (recante "Attuazione integrale della direttiva 96/61/Ce relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento") "il provvedimento che autorizza l'esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire che l'impianto sia conforme ai requisiti del presente decreto"; detto provvedimento si inquadra tra le "misure intese ad evitare, oppure, qualora non sia possibile, ridurre le emissioni (delle attività industriali inquinanti normativamente individuate) nell'aria, nell'acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti e per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso" (cfr. articolo1 comma 1 del citato Dlgs n. 59/2005)


La procedura autorizzativi IPPC - PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) è stata adottata dal Consiglio dell’Unione Europea il 24 settembre 1996 con la direttiva 96/61/CE con la finalità di:
• passare da un sistema autorizzativo in campo ambientale suddiviso per matrici (acqua, aria, terreno) ad una visione integrata e sistemica dell’inquinamento.
• privilegiare la prevenzione e la minimizzazione dell’inquinamento alla fonte, al fine di garantire una gestione accorta e più sostenibile delle risorse naturali;
• basare i Livelli di Emissione aziendali sulle potenzialità offerte dalle migliori tecniche ambientali disponibili (Best Available Techniques - BAT), in modo da incentivare l’innovazione e l’aggiornamento verso l’adozione di tecnologie verdi;
• garantire al pubblico il diritto di informazione sul funzionamento degli impianti e dei possibili effetti sull’ambiente e di trasmettere osservazioni;
• omogeneizzare le autorizzazioni ambientali degli impianti aventi un grande potenziale di inquinamento, al fine di evitare operazioni di dumping ambientale all’interno dell’Europa in vista del suo allargamento ad Est.
Il rilascio dell'autorizzazione integrale ambientale (autorizzazione che racchiude in un unico atto amministrativo il permesso a rilasciare inquinanti in aria, acqua, suolo) è infatti fondato sul rispetto delle migliori tecniche utilizzabili ("Mtd", migliori tecniche disponibili o "Bat", " Best available techniques") per mantenere al minimo l'impatto sull'ecosistema.

L'applicazione delle migliori tecnologie, così come previsto per legge, va fatto a monte, cioè è necessario che tale scelta sia fatta a monte nella progettazione del sistema integrato. Non si tratta di una scelta a priori di carattere ideologico, ma di una scelta che deriva da una valutazione e da una comparazione di dati sperimentali oggettivi di bilancio energetico, quantità di emissioni (gas serra ed inquinanti in senso stretto, ecc.), compatibilità con il territorio e gli abitanti locali e limitrofi, costi impiantistici e di esercizio, convenienza o meno dell'investimento in presenza o mancanza delle sovvenzioni pubbliche, vantaggi occupazionali, ecc.; e, a valle di tutto questo, da un'analisi, anch'essa oggettiva, dei rischi per la salute umana ad opera dei composti e degli elementi a lunga persistenza ambientale e che possono entrare nella catena alimentare.


Così a monte e a priori è stato deciso di rinunciare a possibili impianti alternativi che avrebbero potuto comportare un minore impatto ambientale, rinunciando “per ordinanza” a una visione integrata che avrebbe comportato meno inquinamento possibile come intende la PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) della comunità europea.

In tal senso le migliori tecnologie possibili esaminati nella procedura dell'autorizzazione integrata ambientale richiesta dalla ditta Italcementi S.p.a. saranno le BAT del migliore impianto che per la sua natura non è la migliore tecnologia possibile per la prevenzione e riduzione dell’inquinamento, essendo esso stesso un impianto insalubre di prima classe (Art.216 T.U. Leggi Sanitarie/ G.U. n 220 del 20/09/1994 s.o.n.129).



Principi generali dell'autorizzazione integrata ambientale (Art. 3) stabilisce che:
”1. L'autorità competente, nel determinare le condizioni per l'autorizzazione integrata ambientale, fermo restando il rispetto delle norme di qualità ambientale, tiene conto dei seguenti principi generali:

a) devono essere prese le opportune misure di prevenzione dell'inquinamento, applicando in particolare le migliori tecniche disponibili;
b) non si devono verificare fenomeni di inquinamento significativi;
c) deve essere evitata la produzione di rifiuti, a norma del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni; “

A tal fine chiediamo pertanto alle autorità competenti, in autotutela e per evitare ulteriore danno all’erario, di non accogliere la domanda per l'ottenimento dell'autorizzazione integrata ambientale (IPPC).

Caricato da isolapulita


http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2008/03/il-sindaco-che-si-ammuccia.html#links

venerdì 28 marzo 2008

ITALCEMENTI AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE SINDACO REGIONE CITTADINI


ITALCEMENTI A.I.A. SINDACO ISOLA REGIONE CITTADINI UNA PRECISAZIONE SUL RUOLO DEI SINDACI NELLA PROCEDURA A.I.A.
I poteri del sindaco nell’autorizzazione integrata ambientale
L’ordinamento del D. Lgs. 59/2005 conferisce al Sindaco un rilevante ruolo operativo nel procedimento che porta all’AIA, alle verifiche e controlli successivi e, addirittura, gli affida la potestà di chiedere ed ottenere la revisione dell’AIA, se già concessa. Egli così diventa il vero Tutore del territorio, a cui è indispensabile la sintonia con il Presidente della Regione e con le altre Istituzioni.
Sulla concessione dell’AIA, il Sindaco ha quindi un potere immenso: come suoi amministrati abbiamo il diritto di chiedergli di esercitarlo e di non farsi sviare dalla questione più importante per il futuro del paese. L’Autorizzazione Integrata Ambientale ha valore vincolante e prescrive limiti, condizioni, controlli, strumenti di misura e analisi dei campioni. Essa stabilisce che i costi di controllo devono essere a carico dell’azienda e, in caso di inadempienze, prevede conseguenze amministrative e penali. E' in questa procedura che il Comune deve intervenire per fissare limiti e relativi strumenti di verifica. Le strette di mano con i dirigenti dell’Azienda non hanno alcun valore normativo, i limiti e le prescrizioni dell'AIA sì e vanno definiti con il Ministero.
Il Governo, con il D. Lgs del 30 ottobre 2007, che certamente sarà all’attenzione delle Istituzioni europee, all’ultimo minuto ha prorogato al 31 marzo 2008 la data entro la quale anche la Italcementi di isola delle Femmine dovrà essere in possesso dell’AIA. Il Sindaco è nelle condizioni di avanzare al Ministro dell’ambiente la richiesta, già avanzata ufficialmente dalle Associazioni Ambientaliste, di applicare per la Italcementi il comma 20 dell’art. 5 del D. Lgs 59/2005 che sembra tagliato su misura per Isola delle Femmine e che qui riportiamo.
“In considerazione del particolare e rilevante impatto ambientale, della complessità e del preminente interesse nazionale dell’impianto, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, possono essere conclusi, di intesa tra lo Stato, le regioni, le province e i comuni territorialmente competenti e i gestori, specifici accordi, al fine di garantire, in conformità con gli interessi fondamentali della collettività, l’armonizzazione tra lo sviluppo del sistema produttivo nazionale, le politiche del territorio e le strategie aziendali. In tali casi, l’autorità competente, fatto comunque salvo quanto previsto al comma 18, assicura il necessario coordinamento tra l’attuazione dell’accordo e la procedura di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. Nei casi disciplinati dal presente comma il termine di centocinquanta giorni di cui al comma 12 è sostituito dal termine di trecento giorni.”
La tragedia della Tyssen Krupp di Torino non ci sarebbe stata con la procedura AIA e se ci fosse stata adesso sul banco degli imputatati ci sarebbe anche chi ha concesso autorizzazioni troppo "leggere".

Con l'AIA i cittadini possono richiedere, facendone richiesta scritta, l'adozione della migliori tecnologie disponibili per ridurre le emissioni inquinanti. E le autorizzazioni diventerebbero una cosa molto seria.

L'autorizzazione integrata ambientale è, secondo la definizione di cui all'articolo 2 lettera l) del Dlgs 18 febbraio 2005 n. 59 (recante "Attuazione integrale della direttiva 96/61/Ce relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento") "il provvedimento che autorizza l'esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire che l'impianto sia conforme ai requisiti del presente decreto"; detto provvedimento si inquadra tra le "misure intese ad evitare, oppure, qualora non sia possibile, ridurre le emissioni (delle attività industriali inquinanti normativamente individuate) nell'aria, nell'acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti e per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso" (cfr. articolo1 comma 1 del citato Dlgs n. 59/2005)


La procedura autorizzativi IPPC - PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) è stata adottata dal Consiglio dell’Unione Europea il 24 settembre 1996 con la direttiva 96/61/CE con la finalità di:
• passare da un sistema autorizzativo in campo ambientale suddiviso per matrici (acqua, aria, terreno) ad una visione integrata e sistemica dell’inquinamento.
• privilegiare la prevenzione e la minimizzazione dell’inquinamento alla fonte, al fine di garantire una gestione accorta e più sostenibile delle risorse naturali;
• basare i Livelli di Emissione aziendali sulle potenzialità offerte dalle migliori tecniche ambientali disponibili (Best Available Techniques - BAT), in modo da incentivare l’innovazione e l’aggiornamento verso l’adozione di tecnologie verdi;
• garantire al pubblico il diritto di informazione sul funzionamento degli impianti e dei possibili effetti sull’ambiente e di trasmettere osservazioni;
• omogeneizzare le autorizzazioni ambientali degli impianti aventi un grande potenziale di inquinamento, al fine di evitare operazioni di dumping ambientale all’interno dell’Europa in vista del suo allargamento ad Est.
Il rilascio dell'autorizzazione integrale ambientale (autorizzazione che racchiude in un unico atto amministrativo il permesso a rilasciare inquinanti in aria, acqua, suolo) è infatti fondato sul rispetto delle migliori tecniche utilizzabili ("Mtd", migliori tecniche disponibili o "Bat", " Best available techniques") per mantenere al minimo l'impatto sull'ecosistema.

L'applicazione delle migliori tecnologie, così come previsto per legge, va fatto a monte, cioè è necessario che tale scelta sia fatta a monte nella progettazione del sistema integrato. Non si tratta di una scelta a priori di carattere ideologico, ma di una scelta che deriva da una valutazione e da una comparazione di dati sperimentali oggettivi di bilancio energetico, quantità di emissioni (gas serra ed inquinanti in senso stretto, ecc.), compatibilità con il territorio e gli abitanti locali e limitrofi, costi impiantistici e di esercizio, convenienza o meno dell'investimento in presenza o mancanza delle sovvenzioni pubbliche, vantaggi occupazionali, ecc.; e, a valle di tutto questo, da un'analisi, anch'essa oggettiva, dei rischi per la salute umana ad opera dei composti e degli elementi a lunga persistenza ambientale e che possono entrare nella catena alimentare.


Così a monte e a priori è stato deciso di rinunciare a possibili impianti alternativi che avrebbero potuto comportare un minore impatto ambientale, rinunciando “per ordinanza” a una visione integrata che avrebbe comportato meno inquinamento possibile come intende la PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL’INQUINAMENTO (IPPC) della comunità europea.

In tal senso le migliori tecnologie possibili esaminati nella procedura dell'autorizzazione integrata ambientale richiesta dalla ditta Italcementi S.p.a. saranno le BAT del migliore impianto che per la sua natura non è la migliore tecnologia possibile per la prevenzione e riduzione dell’inquinamento, essendo esso stesso un impianto insalubre di prima classe (Art.216 T.U. Leggi Sanitarie/ G.U. n 220 del 20/09/1994 s.o.n.129).



Principi generali dell'autorizzazione integrata ambientale (Art. 3) stabilisce che:
”1. L'autorità competente, nel determinare le condizioni per l'autorizzazione integrata ambientale, fermo restando il rispetto delle norme di qualità ambientale, tiene conto dei seguenti principi generali:

a) devono essere prese le opportune misure di prevenzione dell'inquinamento, applicando in particolare le migliori tecniche disponibili;
b) non si devono verificare fenomeni di inquinamento significativi;
c) deve essere evitata la produzione di rifiuti, a norma del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni; “

A tal fine chiediamo pertanto alle autorità competenti, in autotutela e per evitare ulteriore danno all’erario, di non accogliere la domanda per l'ottenimento dell'autorizzazione integrata ambientale (IPPC).

Caricato da isolapulita



AMIANTO A ISOLA DELLE FEMMINE


















http://liberaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/03/italcementi-autorizzazione-integrata.html

domenica 23 marzo 2008

CORRUZZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


IL NEPOTISMO E’ REATO
Un sindaco o un assessore, non possono fare favoritismi a vantaggio di figli, nipoti, parenti e amici, non solo in maniera diretta, ma neppure indiretta, facendo - per esempio - vincere appalti a ditte, a patto che poi queste assumano chi vogliono loro.
La Suprema Corte, annullando una sentenza d'Appello, ha ordinato un nuovo rinvio a giudizio per tre amministratori, spiegando che ‘in tema di corruzione, l’atto d’ufficio, oggetto di mercimonio, non va inteso in senso formale, in quanto deve comprendere qualsiasi comportamento che comunque violi (anche se non in contrasto con specifiche norme giuridiche o con istruzioni di servizio) i doveri di fedeltà, imparzialità, onestà che devono essere osservati da chiunque eserciti una pubblica funzione’”

Caricato da isolapulita



IL NEPOTISMO E’ REATO
Un sindaco o un assessore, non possono fare favoritismi a vantaggio di figli, nipoti, parenti e amici, non solo in maniera diretta, ma neppure indiretta, facendo - per esempio - vincere appalti a ditte, a patto che poi queste assumano chi vogliono loro.
La Suprema Corte, annullando una sentenza d'Appello, ha ordinato un nuovo rinvio a giudizio per tre amministratori, spiegando che ‘in tema di corruzione, l’atto d’ufficio, oggetto di mercimonio, non va inteso in senso formale, in quanto deve comprendere qualsiasi comportamento che comunque violi (anche se non in contrasto con specifiche norme giuridiche o con istruzioni di servizio) i doveri di fedeltà, imparzialità, onestà che devono essere osservati da chiunque eserciti una pubblica funzione’”

Caricato da isolapulita




http://www.isolapulita.it

giovedì 20 marzo 2008

INDAGATI PER ABUSO D'UFFICIO PER FAVOREGGIAMENTO AMICI E PARENTI





4. L’affidamento di incarichi a soggetti esterni all’Amministrazione

Le disposizioni della Legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008) in materia di affidamento di incarichi a soggetti esterni alla pubblica amministrazione sono contenute nei commi 18, 54, 55, 56 e 57 dell’articolo 3 della medesima legge.

4.1 La pubblicazione dei provvedimenti di affidamento di incarichi esterni

I commi 18 e 54 concernono gli adempimenti connessi alla pubblicazione sul sito web dell’Amministrazione dei provvedimenti di affidamento degli incarichi ai soggetti esterni.
In particolare, procedendo con ordine, secondo il disposto di cui al comma 18: "I contratti relativi a rapporti di consulenza con le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono efficaci a decorrere dalla data di pubblicazione del nominativo del consulente, dell’oggetto dell’incarico e del relativo compenso sul sito istituzionale dell’amministrazione stipulante” .
Il successivo comma 54, poi, modifica l’articolo 1, comma 127, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, prevedendo che le pubbliche amministrazioni “sono tenute a pubblicare sul proprio sito web i relativi provvedimenti completi di indicazione dei soggetti percettori, della ragione dell’incarico e dell’ammontare erogato. In caso di omessa pubblicazione, la liquidazione del corrispettivo per gli incarichi di collaborazione o consulenza di cui al presente comma costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale del dirigente preposto”
In relazione a quest’ultima previsione si ritiene che vada effettuata la pubblicazione dei provvedimenti di affidamento dell’incarico emanati a decorrere dal 1 gennaio 2008 e non anche i provvedimenti relativi ad anni precedenti per i quali si procede alla liquidazione del relativo importo nel 2008.
Per quanto riguarda, invece, le modalità di pubblicazione sul web, si consiglia agli Enti, considerando anche la rilevanza delle sanzioni connesse al mancato adempimento dell’obbligo, di garantire la massima trasparenza e consultabilità delle informazioni.


4.2 Gli atti propedeutici all’affidamento degli incarichi esterni: il programma del Consiglio ed il Regolamento della Giunta

I successivi commi 55, 56 e 57 introducono nuovi adempimenti propedeutici all’affidamento degli incarichi a soggetti esterni.
Secondo il disposto di cui al comma 55, l’attribuzione di incarichi studio o di ricerca, ovvero di consulenze, da parte degli enti locali può avvenire solo previa adozione di un programma approvato dal Consiglio ai sensi dell'articolo 42, comma 2, lettera b), del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Molto utile, ai fini della corretta individuazione della tipologia di incarichi per i quali sussiste l’obbligo di inserimento nell’ambito del programma consiliare è la distinzione operata dalla Corte dei Conti nella Delibera 15 febbraio 2005, n. 6/CONTR/05.
Secondo la Corte, infatti, “gli incarichi di studio possono essere individuati con riferimento ai parametri indicati dal d.P.R. n. 338/1994 che, all'art. 5, determina il contenuto dell'incarico nello svolgimento di un'attività di studio, nell'interesse dell'amministrazione. Requisito essenziale, per il corretto svolgimento di questo tipo d'incarichi, è la consegna di una relazione scritta finale, nella quale saranno illustrati i risultati dello studio e le soluzioni proposte.
Gli incarichi di ricerca, invece, presuppongono la preventiva definizione del programma da parte dell'amministrazione.
Le consulenze, infine, riguardano le richieste di pareri ad esperti.
Il contenuto degli incarichi (…) coincide quindi con il contratto di prestazione d'opera intellettuale, regolato dagli artt. 2229-2238 del codice civile”.

Il Consiglio deve quindi programmare incarichi di studio ricerca e consulenza a prescindere dalla forma contrattuale adottata per il conferimento degli stessi; conta l’oggetto prestazione.
Tutti gli incarichi ovviamente saranno ricondotti ad una delle tipologie previste dall'art. 7, comma 6, del dlgs 165/2001 (modificato dall'art. 32 del DL. 223/2006, convertito in L. 248/2006) secondo il quale le amministrazioni pubbliche, enti locali compresi, per esigenze cui non possano far fronte con personale in servizio, possono conferire incarichi individuali a esperti di provata esperienza, tramite:
a) contratti di lavoro autonomo professionale;
b) contratti di lavoro autonomo occasionale;
c) contratti di collaborazione coordinata e continuativa;

Il Programma Consiliare dovrà contenere indicazioni di carattere generale circa la tipologia di incarichi che l’Ente intende affidare in relazione ai vari settori organizzativi in cui è articolata la struttura amministrativa; è evidente che il consiglio comunale potrà esprimersi in modo compiuto e coerente solo ove detto programma sia la logica conseguenza di quanto risultante dagli altri atti di indirizzo approvati dal medesimo organo consiliare.
Nel predisporre il programma, pertanto, non si potrà prescindere da una visione completa di ciò che l’amministrazione intende realizzare, così come indicato sia in sede di predisposizione di bilancio con riferimento agli aspetti contabili, sia in sede di relazione previsionale e programmatica per ciò che attiene all’indicazione specifica dei programmi amministrativi. Il programma consiliare, quindi, dovrà fare riferimento alla descrizione dei diversi programmi/progetti riportati nella Relazione Previsionale e Programmatica, congiuntamente al Bilancio Preventivo e agli obiettivi di gestione approvati dalla Giunta (con traduzione dei predetti nel PEG e in progetti di lavoro).

I successivi commi 56 e 57 prevedono che con il Regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi emanato ai sensi dell'articolo 89 del D. Lgs n. 267/2000, di competenza della Giunta, siano fissati, in conformità a quanto stabilito dalle disposizioni vigenti, i limiti, i criteri e le modalità per l'affidamento di incarichi di collaborazione, di studio o di ricerca, ovvero di consulenze, a soggetti estranei all'amministrazione. Con il medesimo regolamento è fissato il limite massimo della spesa annua per gli incarichi e consulenze. L'affidamento di incarichi o consulenze effettuato in violazione delle disposizioni regolamentari emanate ai sensi del presente comma costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale. Tali disposizioni regolamentari sono trasmesse, per estratto, alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti entro trenta giorni dalla loro adozione.
Le disposizioni regolamentari, coerentemente con lo spirito della norma, dovranno essere finalizzate a consentire la razionalizzazione della spesa per incarichi a soggetti esterni ed il contenimento del numero e del costo complessivo degli stessi, ottimizzando l'utilizzo delle risorse umane impiegate.
Le disposizioni regolamentari, quindi, disciplineranno le procedure di conferimento di incarichi individuali, a fronte di attivita' esercitabili in forma di lavoro autonomo, sulla base di contratti di prestazione d'opera stipulati ai sensi dell'articolo 2222 e seguenti del Codice Civile, in particolare:
a) con soggetti esercenti attività professionale, necessitanti o meno di abilitazione, individuabili come titolari di partita Iva;
b) con soggetti esercenti attività autonoma o parasubordinata, nell'ambito di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, caratterizzata da continuità della prestazione e un potere di direzione dell’amministrazione;
c) con soggetti esercenti attività autonoma, nell'ambito di rapporti di collaborazione occasionale.

Tali incarichi sono conferiti per lo svolgimento di attività professionali, di studio, di ricerca, e di consulenza, finalizzate a sostenere e migliorare i processi decisionali dell'amministrazione; si ritengono esclusi dall’ambito di disciplina regolamentare, in quanto comunque autorizzabili, gli incarichi da conferire in esecuzione di adempimenti obbligatori per legge, oltre che per il patrocinio dell'amministrazione, per la rappresentanza in giudizio, l'assistenza e la domiciliazione, consistenti in prestazioni altamente qualificate di natura autonoma, prescritte dalla legge, non fungibili, contingenti e non facoltative ovvero caratterizzate dalla necessità di continuità (es. Medico del Lavoro incaricato ai sensi del D.Lgs. 626/94).
Si ritiene invece opportuno inserire nel Regolamento anche gli incarichi che rientrano nell’ambito di disciplina del Codice LL.PP- Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 -, facendo riferimento, per l'iter procedurale da porre in essere, alle specificita' previste da tali norme specialistiche settoriali.

A decorrere dal 1 gennaio 2008, l’affidamento di incarichi ex novo non potrà che avvenire previa adozione dei sopra menzionati atti; ovviamente gli incarichi affidati prima dell’entrata in vigore della legge finanziaria 2008 continuano a mantenere la loro efficacia fino alla naturale scadenza.
Si fa presente, inoltre, che la disciplina degli incarichi a soggetti esterni costituisce una disciplina distinta rispetto alla disciplina delle forme contrattuali flessibili di cui al comma 79 dell’articolo 3 della legge Finanziaria in commento; pertanto, agli incarichi a soggetti esterni non si applicano le limitazioni temporali ivi previste.


4.3 I requisiti dei soggetti affidatari degli incarichi

Sempre in tema di incarichi, il successivo comma 76 della legge in esame modifica il comma 6 dell’articolo 7 del decreto legislativo n. 165/2001, alla luce di tale modifica il requisito minimo per l’affidamento degli incarichi a soggetti esterni è costituito dalla specializzazione universitaria.
Si rammenta che tale disposizione, come tutte le disposizioni di cui al citato comma 6 dell’articolo 7 costituiscono principi per le autonomie locali che, a norma del successivo comma 6 ter, dovranno adeguarvisi in sede regolamentare. In tale sede quindi gli Enti, articoleranno, in relazione alle specifiche esigenze organizzative, il livello di specializzazione universitaria richiesta a seconda della tipologia di incarico e coerentemente con i fabbisogni dell’Ente.

http://www.anci.it/Contenuti/Allegati/20080306%20nota%20su%20personale.doc

C o r t e d e i C o n t i Deliberazione n. 6/2008

……………………Orbene, in ordine all’affidamento di incarichi e consulenze esterne, una costante e consolidata giurisprudenza della Corte dei conti ha individuato una serie di principi generali (di cui la recente normativa è sostanzialmente esplicazione) la cui violazione può comunque determinare responsabilità amministrativo contabile per danno erariale.
A titolo esemplificativo si riportano i principali criteri generali di valutazione della legittimità dei suddetti incarichi e consulenze desumibili dalla giurisprudenza
contabile sia in sede di controllo sia in sede giurisdizionale:
a) i conferimenti di incarichi di consulenza a soggetti esterni possono essere
attribuiti ove i problemi di pertinenza dell’amministrazione richiedano conoscenze
ed esperienze eccedenti le normali competenze del personale dipendente e conseguentemente implichino conoscenze specifiche che non si possono, nella
maniera più assoluta, riscontrare nell’apparato amministrativo;
b) l’incarico stesso non deve implicare uno svolgimento di attività
continuativa, bensì la soluzione di specifiche problematiche già individuate al
momento del conferimento dell’incarico del quale debbono costituire l’oggetto
espresso;
c) l’incarico si deve caratterizzare per la specificità e la temporaneità,
dovendosi, altresì, dimostrare l’impossibilità di adeguato assolvimento
dell’incarico da parte delle strutture dell’ente per mancanza di personale idoneo;
d) l’incarico non deve rappresentare uno strumento per ampliare
surrettiziamente compiti istituzionali e ruoli organici dell’ente al di fuori di quanto consentito dalla legge;
e) il compenso connesso all’incarico deve essere proporzionato all’attività
svolta e non liquidato in maniera forfettaria;
f) l’atto di conferimento deve essere adeguatamente motivato al fine di
consentire l’accertamento della sussistenza dei requisiti previsti;
g) l’organizzazione dell’amministrazione deve essere comunque caratterizzata
dal rispetto dei principi di razionalizzazione (senza duplicazione di funzioni e
senza sovrapposizione dell’incarico all’attività ed alla gestione amministrativa),
4
dalla migliore possibile utilizzazione e flessibilità delle risorse umane, nonché per
l’economicità, trasparenza ed efficacia dell’azione amministrativa e per il
prioritario impiego delle risorse umane già esistenti all’interno dell’apparato;
h) l’incarico non deve essere generico o indeterminato, al fine di evitare un
evidente accrescimento delle competenze e degli organici dell’ente, il che
presuppone la previa ricognizione e certificazione dell’assenza effettiva nei ruoli
organici delle specifiche professionalità richieste;
i) i criteri di conferimento non devono essere generici, perché la genericità
non consente un controllo sulla legittimità dell’esercizio dell’attività
amministrativa di attribuzione degli incarichi.
In ordine agli adempimenti in materia attualmente disposti dal legislatore, si
ricorda che i commi 9 e 10 dell’art.1 della legge finanziaria 2006 (legge
23.12.2005, n.266) hanno introdotto, a decorrere dal 1.1.2006, un limite alla
spesa annua delle pubbliche amministrazioni (pari al 50% della spesa sostenuta
nell’anno 2004)1 per studi ed incarichi di consulenza a soggetti esterni (comma
9) e per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza
(comma 10). Espressamente è stabilito (comma 12) che le predette disposizioni
non si applicano a Regioni, enti locali ed enti del S.S.N. (anche in osservanza ai
principi espressi dalla sentenza della Corte cost. n.417/2005). Parimenti (ai
sensi del comma 64) non si applicano a tali enti le disposizioni relative alla
automatica riduzione del 10% (per il triennio 2006-2008), rispetto agli importi
risultanti al 30.9.2005, delle indennità, dei compensi e delle retribuzioni per
incarichi di consulenza (commi 56 e 57) ed agli organi di indirizzo, direzione e
controllo, consigli di amministrazioni ed organi collegiali (commi 58 e 59).
E’ stato, poi, disposto (dal comma 173) che gli atti di spesa relativi ai commi 9,
10, 56 e 57 (spese per studi ed incarichi di consulenza a soggetti esterni nonché
per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza) devono
essere trasmessi alla competente Sezione della Corte dei conti per l’esercizio del
controllo sulla gestione, ma solo nel caso di superamento dell’importo di 5.000
euro.
La Sezione delle Autonomie della Corte dei conti, con deliberazione
n.4/AUT/2006 del 17.2.2006, ha approvato le “Linee guida per l’attuazione
dell’art. 1, comma 173, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per il
2006) nei confronti delle Regioni e degli enti locali” precisando quanto segue:
1 Limite che è stato portato al 40% dall’art.27 del D.L. 4.7.2006, n. 223, convertito in legge 4.8.2006, n. 248.
5
a) l’obbligo di trasmissione di cui al comma 173 si applica anche alle Regioni e
agli enti locali2, in quanto il rinvio ai commi 9, 10, 56 e 57 identifica la tipologia degli atti da inviare e non i soggetti obbligati e, quindi, non è invocabile, in questo caso, la norma di salvaguardia fissata dai commi 12 e 64, il cui valore precettivo si esaurisce nell’esclusione di tetti e limiti alle spese in questione;
b) la trasmissione riguarda i provvedimenti d’impegno o di autorizzazione e gli
atti di spesa, questi ultimi solo quando adottati senza un previo provvedimento;
c) l’obbligo di invio riguarda i provvedimenti e gli atti di cui sopra in quanto
comportino, singolarmente nel loro ammontare definitivo, una spesa eccedente i
5.000 euro;
d) l’obbligo si estende anche ai Comuni con popolazione inferiore ai 5.000
abitanti, poiché il comma 173 non ha confermato la esenzione prevista dal non
più vigente, a far data dal 1.1.2006, comma 42 dell’art.1 della legge n.
311/2004 (legge finanziaria per il 2005);
e) la trasmissione deve avvenire alla competente Sezione regionale di controllo
della Corte dei conti per l’esercizio del controllo sulla gestione da effettuare con
le modalità e secondo i principi e i procedimenti propri del controllo medesimo.
Ulteriori norme in materia sono state emanate con la legge 24 dicembre 2007, n.
244 (legge finanziaria per il 2008) che ha disposto:
- all’art. 3, comma 54 (di modifica dell’art.1, comma 127, della legge
n.662/1996), che le PP.AA. che si avvalgono di collaboratori esterni o che
affidano incarichi di consulenza per i quali è previsto un compenso, devono
pubblicare sul proprio sito Web i relativi provvedimenti, completi di indicazione
dei soggetti percettori, della ragione dell’incarico e dell’ammontare erogato. In
caso di omessa pubblicazione, la liquidazione del corrispettivo costituisce illecito
disciplinare e determina responsabilità erariale del dirigente preposto;
- al comma 55, che l’affidamento da parte degli enti locali di incarichi di studio o
di ricerca, ovvero di consulenze a soggetti estranei all’amministrazione può
avvenire solo nell’ambito di un programma approvato dal consiglio ai sensi
dell’articolo 42, comma 2, lettera b), del testo unico EE.LL. di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n.267;
- al comma 56, che con il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi
emanato ai sensi dell’articolo 89 del citato decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267 devono essere fissati, in conformità a quanto stabilito dalle disposizioni
vigenti, i limiti, i criteri e le modalità per l’affidamento di incarichi di
2 E, quindi, di conseguenza deve ritenersi si applichi anche agli enti del S.S.N.
6
collaborazione, di studio o di ricerca, ovvero di consulenze, a soggetti estranei
all’amministrazione. Con il medesimo regolamento deve essere fissato il limite
massimo della spesa annua per gli incarichi e consulenze. L’affidamento di
incarichi o consulenze effettuato in violazione delle disposizioni regolamentari
emanate ai sensi del predetto comma costituisce illecito disciplinare e determina
responsabilità erariale;
- al comma 57, che le disposizioni regolamentari di cui al comma 56 devono
essere trasmesse, per estratto, alla competente Sezione regionale di controllo
della Corte dei conti entro trenta giorni dalla loro adozione;
- al comma 76 viene stabilito che, al comma 6 dell’art. 7 del D.Lgs. n.165/2001,
le parole: “di provata competenza” vengano sostituite dalle seguenti: “di
particolare e comprovata specializzazione universitaria”. Dunque tutte le PP.AA.
possono ora conferire incarichi esterni solo a soggetti di particolare e comprovata
specializzazione universitaria (con l’eccezione – disposta da comma 77- degli
organismi di controllo interno, dei nuclei di valutazione nonché dei nuclei di
monitoraggio degli investimenti). Pertanto l’articolo 7, comma 6, del D. Lgs. n.
165/2001, come modificato dall’articolo 32 del D.L. n. 233/2006, convertito con
modificazioni dalla legge n. 248/2006, nonché da ultimo dalla legge 24 dicembre
2007, n. 244 (finanziaria 2008), prevede che, per esigenze cui non possono far
fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire
incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o
coordinata e continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione
universitaria, in presenza dei seguenti presupposti: l'oggetto della prestazione
deve corrispondere alle competenze attribuite dall'ordinamento all'amministrazione conferente e ad obiettivi e progetti specifici e determinati;
l'amministrazione deve avere preliminarmente accertato l'impossibilità oggettiva
di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno; la prestazione deve
essere di natura temporanea e altamente qualificata; devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione
3.
TUTTO CIÒ PREMESSO
3 Si riporta, di seguito, il testo dei commi 6-bis e 6-ter dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 come sostituiti dall’art. 32 del D.L. n. 233/2006, convertito con modificazioni dalla legge n. 248/2006.
“6-bis. Le amministrazioni pubbliche disciplinano e rendono pubbliche, secondo i propri ordinamenti, procedure comparative per il conferimento degli incarichi di collaborazione.
6-ter. I regolamenti di cui all'articolo 110, comma 6, del testo unico di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, si adeguano ai principi di cui al comma 6”.
7
la Sezione segnala che, in osservanza delle disposizioni sopra richiamate, tutte
le pubbliche amministrazioni aventi sede in Basilicata dovranno continuare, ai
sensi del citato comma 173 dell’art.1 della legge n.266/2005, a trasmettere
tempestivamente a questa Sezione regionale di controllo gli atti di spesa di cui ai
commi 9, 10, 56 e 57 (spese per studi ed incarichi di consulenza a soggetti
esterni nonché per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza) esclusivamente, si ripete, nel caso di superamento dell’importo
di 5.000 euro. La lettera di trasmissione di atti di conferimento di incarichi di
collaborazione esterna o di consulenza successivi al 1.1.2008 dovrà, però,
riportare anche l’indicazione del sito Web (e della data) ove si è provveduto alla
pubblicazione dei dati richiesti dall’art. 3, comma 54, della legge n. 244/2007.
A tale indicazione (circa il sito Web), le Province di Potenza e di Matera, i comuni
e le comunità montane devono (ai sensi dell’art. 3, comma 55, della legge n.
244/2007) aggiungere, sempre nella lettera di trasmissione (che, ugualmente,
avverrà solo nel caso di superamento dell’importo di 5.000 euro), esplicita
attestazione che il predetto conferimento rientra nell’ambito dello specifico
programma preliminarmente approvato dal consiglio ai sensi dell’articolo 42,
comma 2, lettera b), del T.U.EE.LL. e che il conferimento stesso è pure conforme
al regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi (emanato ai sensi
dell’articolo 89 del T.U.EE.LL.) come modificato ai sensi dell’art. 3, comma 56,
della legge n. 244/2007, riportando altresì gli estremi della intervenuta trasmissione dell’estratto del predetto regolamento a questa Sezione regionale di
controllo (come richiesto dall’art. 3, comma 57, della legge n. 244/2007). Pare
del tutto evidente, pertanto, come non sia possibile conferire legittimamente
(pur nel rispetto - che deve sempre essere assicurato – delle disposizioni e dei
principali criteri generali di valutazione della legittimità dell’affidamento prima
richiamati) alcuno dei predetti incarichi prima dei prescritti adempimenti
approvazione del programma e emanazione della modifica del regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi).

http://www.entilocali.provincia.le.it/nuovo/files/F98036EA.pdf




Comitato Cittadino Isola Pulita
http://liberaisoladellefemmine.blogspot.com/2008/03/indagati-per-abuso-dufficio-per.html


http://www.isolapulita.it

venerdì 14 marzo 2008

ISOLA DELLE FEMMINE DENUNCIATE 13 PERSONE PER ABUSIVISMO EDILIZIO IN ASSENZA DELLE RELATIVVE AUTORIZZAZIONI




I CARABINIERI DI ISOLA DELLE Femmine denunciano 13 persone per ABUSIVISMO EDILIZIO l’accusa aver eseguiti lavori edilizi in assenza di –Licenza Edilizia –Parere Soprintendenza AA.BB.CC. –Parere tecnico in materia di vincoli rischi sismici.
vincoli in fase di pianificazione del territorio a isola delle femmine
-riserva naturale orientata di isola delle femmine
-vincolo cimiteriale
-vincolo ferroviario
-vincolo autostradale
-zone soggette a fenomeni di amplificazione sismica
-zone di ciglio di scarpate -zona di faglia presunta
-vincolo dei 150 metri dalla battigia (art 15 l.r. 78/76)
-vincolo dei 300 metri dalla battigia (d.lgs.490/99)
-vincolo dei 500 metri dalla battigia (art 15 l.r. 78/76)
-fascia di rispetto dell'impianto di depurazione dei reflui (art 46 l.r. 27/86)
°n.b.
-i vincoli di cui all'art 15 della legge regionale 78/76 non sono efficaci nele zone a e b di p.r.g.
-su tutto il territorio comunale vige il vincolo sismico di 2° categoria ai sensi della l. 64/74 e vincolo paesaggistico di cui alla l. 1497/39
la pianificazione del territorio terra' in considerazione:
della delocalizzazione di tutti i siti industriali e artigianali situati nelle zone abitate e che a causa della loro attivita' lavorativa arrecano danno all'ambiente e alla salute umana (art.216 testo unico delle leggi sanitarie e allegato d.m. 5 settembre 1994 di cui all'art. 216)

Caricato da isolapulita

Tredici persone, tra proprietari di appartamenti ed affittuari di esercizi commerciali all'interno del residence ''Costa Corsara'', sono state denunciate dai carabinieri a Isola delle Femmine per abusivismo edilizio. La denuncia e' scattata al termine di un controllo dei cantieri edili relativi a lavori di costruzione o ristrutturazione di abitazioni private. Il residence, prospiciente il mare, e' situato in un'area soggetta a particolari vincoli paesaggistici e relativi alla prevenzione degli eventi sismici.
Le opere edili necessitavano, quindi, oltre che delle ordinarie concessione edilizie, anche di particolari pareri vincolanti della Sopraintendenza ai Beni culturali e delle autorita' tecniche in materia di vincoli correlati al rischio sismico. I militari, dopo aver accertato la totale assenza di rispetto delle normative, nazionali e regionali, hanno posto i sigilli alle opere ancora in corso e hanno denunciato i trasgressori.


La disciplina delle industrie insalubri secondo un'ampia accezione, si riferirsce, in ugual modo, a qualsiasi attività che possa dar luogo ad occasioni di pericolo. Una recente decisione del T.A.R. Toscana può, da sola, riassumere tutta la questione, andando dettagliatamente a specificare che:
«Il concetto di industria utilizzato dal Legislatore nell'art. 216 T.U. 27 luglio 1934 n. 1265, a norma del quale vengono effettuate le classificazioni delle industrie insalubri di prima e seconda classe, non attiene esclusivamente all'attività umana diretta alla produzione di beni mediante procedimenti di carattere artificiale, ma si riferisce sostanzialmente a tutte quelle attività che, modificando la situazione socio-ambientale del territorio, possono dar luogo ad occasioni di pericolo per l'igiene e la salute pubblica."



Sul punto della localizzazione delle industrie insalubri di 1^ classe, la giurisprudenza amministrativa ha affermato che il giudizio valutativo del Comune su dette industrie, che debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontano dalle abitazioni, presenta ampi margini di insindacabilità, censurabile solo quando le valutazioni di lontananza e vicinanza siano manifestamente illogiche (Cons. di Stato, V, n.240/90).



………..l’art. 216 del t.u. delle leggi sanitarie n. 1265/1934, al quinto comma, prevede una deroga per la “industria o manifattura” insalubre di prima classe, che può essere “permessa nell’abitato” se l’interessato dimostri che per l’introduzione di metodi o cautele il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato;



il Comune, proprio ai sensi dell’art. 216 ricordato, è tenuto a verificare la nocività dell’impianto in concreto, con la specifica valutazione dei metodi e delle cautele offerte dall’interessato.
dell’ABUSIVISMO EDILIZIO A ISOLA DELLE FEMMINE.


NE hanno parlato a sufficienza carta stampata radio e televisione.

NE hanno parlato le diverse segnalazioni all’Assessorato Territorio Ambiente fatte dall’allora Responsabile del Servizio Sanatoria Arch Albert (vedasi la relazione dell'ispettore dell'Ass.Terr. dr. Nicosia EE.LL. inviata alla Procura della Repubblica e le varie sentenze in merito).

NE ha parlato nella sua veste di Responsabile Ufficio Tecnico Comunale Ing Usticano Francesca (Allegati: prot 8674 26.7.00 Delibera CC 71 29.9.00 STRAORDINARIA URGENTE ADOZIONE DELLE DIRETTIVE GENERALI DI CUI ALL’ART 3, COMMA 7 DELLA L.R. 15/91 PER LA REVISIONE DEL PRG, DEL REGOLAMENTO EDILIZIO E DELLE NORME DI ATTUAZIONE)
“……..Una attenzione particolare merita il problema connesso al recupero degli agglomerati abusivi: il territorio ha subito il manifestarsi di abusivismo diffuso….”
NE parlano tutte le concessioni edilizie per l’edificazione su aree passate da “non edificabili a “edificabili” a partire dalla 1999 ad oggi.

NE parla lo stesso progettista del P.R.G. in una nota del 10.10.07 inviata all’UTC, al Sindaco oltre che al Consiglio Comunale rileva “………Osservo, ma questa non è ovviamente un’accusa di illegittimità, piuttosto una semplice e amara considerazione personale, che il piano adottato sconta un periodo di discussione eccessivamente lungo per cui possono essere cambiate le condizioni dei luoghi e che l’unico valore che sembra avere prevalso in sede di adozione del progetto del piano, sia quello edificatorio in un territorio saturo che avrebbe piuttosto bisogno di un chiaro indirizzo di riqualificazione e di certezza delle regole per una migliore qualità della vita.”.

Comitato Cittadino isola Pulita
http://www.isolapulita.it

domenica 9 marzo 2008

ISOLA PULITA IN VIDEO













Chi l'ha visto? LA TRAGEDIA DI UNA MAMMA PER IL FIGLIO….
18.4.2003 Il programma di Costruzione redatti dall’Ing Lascari Gioacchino prevede la realizzazione di 52 alloggi;
27.5.03 Commissione Edilizia del Comune di Isola esprime parere negativo sul progetto;
17.7.03 la Commissione Edilizia Comunale di Isola esprime parere favorevole per 50 alloggi vista la perizia giurata del progettista ING Lascari Gioacchino
24.9.2003 DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO AD ACTA (DR. MARIO MEGNA) N CHE APPROVA LA PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DELL’U.T.C. ARCH GIANBRUNO
20.4.05 UFFICIO TECNICO ISOLA EMETTE ORDINANZA N 23
19.5.05 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE EMETTE ORDINANZA N 26
1.6.05 IL COMUNE DI ISOLA CONCEDE LICENZA EDILIZIA
27.8.07 UFFICIO TECNICO COMUNE ISOLA DELLE FEMMINE SU RICHIESTA CARABINIERI EMETTE ORDINANZA N 29 SOSPENSIONE LAVORI A CARICO DI LO CICERO MARIA ANTONIETTA E BANDIERA ROSANNA RAPPRESENTANTI DELLA CALLIOPE S.R.L. VIALE REGIONE SICILIANA 2629 PALERMO
6.6.07ordine del giorno della Commissione Edilizia di Isola delle Femmine al punto 15 pratica n 12/7 IMMOBILIARE LA CALLIOPE s.r.l. istanza del 3/4/07 prot 3981 "PROGETTO DI VARIANTE AI SENSI DELL'ART 15 L 47/85 RELATIVO A 9 CORPI DI FABBRICA DENOMINATI A,B,C,D,E,F,G,H,I PER COMPLESSIVI 50 ALLOGGI PER CIVILE ABITAZIONE IMPRESA CALLIOPE.
3 AGOSTO SCOMPAIONO ANTONIO E STEFANO MIORANA
DOPO IL SEQUESTRO DEL CANTIERE SEMBRA VENGANO CONCESSI I CERTIFICATI DI RESIDENZA AGLI INQUILINI CHE ABITANO LE CASE.
NON SAPPIAMO SE CORRISPONDA AL VERO CHE L'UFFICIO TECNICO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE ABBIA CONCESSO IL CERIFICATO FINE LAVORI
Il Programma Costruttivo per la realizzazione di 50 alloggi da parte della Calliope Srl e Sa.Ba. Srl definiti di edilizia popolare, dal prezzo sembrerebbero case da nababbi. In realtà un occhio ai prezzi se ne deduce: il prezzo per il singolo appartamento si è aggirato intorno ai 185.000 Euri che moltiplicato per i 50 appartamenti, si è realizzato un bussiness di 9.250.000 Euri.
Un grosso affare, dove i margini di guadagno sono aumentati in considerazione dell’irrisorio costo del terreno agricolo che come d’incanto viene trasformato in edilizia residenziale……

Caricato da isolapulita




























Isola Italcementi Petocke Raffo Rosso Licenza Ed Illegittima ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE SICILIA: AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE ITALCEMENTI CHI MANCA ALLA CONFERENZA DI SERVIZI?
-INTERROGAZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO DI MONICA FRASSONI
-IN SICILIA SI RESPIRA ARIA DEL VENETO PADANO
Una vicenda oscura, in cui sono coinvolte soprattutto le persone che hanno gettato il fango su Gioacchino Genchi e Alessandro Pellerito, quelle che ne hanno deciso la rimozione arbitraria senza alcuno scrupolo.
Ciò che oggi si preannuncia, sembra uno scandalo in piena regola, tanto che a questo punto si chiede un immediato intervento dell'Assessore Interlandi sui responsabili
(il dirigente del Servizio 3, dott. Salvatore Anzà, ed il Dirigente Generale del Dipartimento Territorio e Ambiente, arch. Pietro Tolomeo)
dei gravi fatti che colpiscono in prima persona lei stessa, in quanto firmataria inconsapevole di ciò che sembrerebbe configurarsi una vera e propria truffa".
I ruoli si stanno invertendo e i " persecutori " rischiano di diventare i " perseguitati " e tutto lascia ben sperare che la "Interlandi" sia fermamente decisa a perseguire chi si trova implicato in questa oscura faccenda. continua su ...

Caricato da isolapulita



Comitato Cittadino Isola Pulita
http://www.isolapulita.it