Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”






Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “




Pino Ciampolillo


martedì 19 febbraio 2008

ITALCEMENTI ESLPOSIONE SILOS




Dopo l’esplosione del silos della italcementi i cittadini chiedono la delocalizzazione dello stabilimento controllo prevenzione sicurezza. Applicazione delle leggi sulle aziende insalubri
“Improvvisamente ho sentito un boato, la casa muoversi il lampadario oscillare, ho pensato al terremoto e ci siamo precipitati fuori casa…”

“per tutto il giorno abbiamo sentito l’allarme provenire dalla cementeria, non si riusciva a capire il motivo. Mentre vedevamo la televisione un grossissimo botto una scossa dei vetri un lampo provenire dalla cementeria…..”

“Siamo stati fortunati, poteva andare peggio con l’altro silos vicino in caso di esplosione potevamo saltare tutti in aria e con tutte queste case attorno ,cosa poteva succedere?…….”

“Vede se succedeva qualcosa di grave oltre alle nostre abitazioni sarebbe stato coinvolto il treno che transitava proprio in quel momento…”

Questi sono stati alcuni commenti a caldo di chi ha vissuto in diretta quella che poteva presentarsi come una TRAGEDIA. E’ successo non doveva assolutamente succedere, quindi per il fatto che sia successo vuol dire che può ancora succedere e forse con un epilogo meno fortunato di quello di ieri.
Quindi al problema della salubrità del cementificio per la quale la legislazione prevede allocazioni lontanissime dal centro urbano), con l’evento di ieri sera si è aggiunto il problema della sicurezza per i lavoratori oltre che per i cittadini che abitano addossati alla cementeria.

Isola delle Femmine 19.2.08

Alla Procura della Repubblica
Tribunale Palermo
Palermo r.r. preceduto da fax

Illustrissimo Signor Prefetto di Palermo
Via Cavour 6
Palermo r.r. preceduto da fax

Al Signor QUESTORE PALERMO
Piazza Vittoria 1
90100 Palermo r.r. preceduto da fax

Spett.le Assessorato Territorio Ambiente
Nella persona dell’Assessore Dott.ssa R.Interlandi
Viale Regione Siciliana 2194
90145 Palermo r.r. preceduto da fax

Spett.le Nucleo Operativo Ecologico
Servizio Tutela Ambientale
Piazza principe Camporeale
90100 Palermo r.r. preceduto da fax

Spett.le Provincia Regione Sicilia
Via S. Lorenzo Colli
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Spett.le Comune di isola delle Femmine
Nella persona del Sindaco Gaspare Portobello
Via Cristoforo Colombo
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Spett.le Giornale di Sicilia
Via Lincoln
90100 Palermo
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OGGETTO:Esposto Scoppio Silos di proprietà Italcementi Via libertà Isola delle Femmine

La presente per comunicare agli Enti in indirizzo che in data 18/02/2008, alle ore 17,30 circa, parecchi residenti a Isola delle Femmine (PA) hanno udito un boato assordante, sicuramente a causa di un scoppio, proveniente dall'interno della Cementeria presente a Isola e di proprietà dell'ITALCEMENTI.
Spinti da una comprensiva apprensione e preoccupazione i suddetti residenti hanno subito chiesto informazioni e sono venuti a sapere che era scoppiato un silos provocato che un’altissima fiammata e l’ambito una vicina palazzina di case popolari.
Detto silos, destinato a deposito di materie altamente infiammabili, si presume di oli combustibili stante la presenza accanto di un altro silos contenente i suddetti olii, a causa dell'esplosione si è in parte accartocciato nella zona centrale ma per fortuna e' rimasto eretto senza recare pregiudizio all'altro silos limitrofo.
Riteniamo siano intervenuti i carabinieri della locale Stazione di Isola delle Femmine ed i Vigili del Fuoco, ma resta chiaro, e facile ad immaginarsi, che si è sfiorata una immensa tragedia, nel caso che l'esplosione e la relativa fiammata avvessero interessato il 2° silos; i suddetti serbatoi per deposito di olii infiammabili, anche se all'interno della cementeria, sono strettamente adiacenti alla rete ferroviaria, alle case popolari, agli impianti sportivi e nel raggio di meno di 800 metri all'intero paese di Isola delle Femmine.

Questo nostro esposto è una conferma, e speriamo che sia l'ultima, della pericolosità della presenza della cementeria in un contesto urbano densamente popolato quale è quello di Isola delle Femmine ed è anche una conferma che gli esposti, le protesta e le lotte che questo comitato ha da tempo intrapreso, hanno ragione di essere per eliminare la cementeria e rendere vivibile senza patema d'animo quest' angolo di terra di Sicilia.


Comitato Cittadino Isola Pulita
Il Presidente Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13 90040 Isola delle Femmine




Alla Procura della Repubblica
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OGGETTO:Sicurezza Cittadina per i Residenti di Isola delle Femmine

Con riferimento all’enorme boato avvertito in data 18.2.08 alle ore 18,30 circa, proveniente dall’industria “Italcementi Group”, i cittadini residente di Isola delle Femmine, in particolare coloro che abitano nelle vicinanze della sopracitata industria, previa acquisizione di informazioni, riferiscono che lo scoppio è stato causato dal mal funzionamento dell’impianto di aerazione di un silos contenente carbonio, combustibile altamente infiammabile, contiguo ad altri di cui non si conosce il contenuto, all’interno della fabbrica.

Tale grave evento si è verificato in prossimità delle limitrofe abitazioni delle case popolari, site in via Libertà e confinanti con la suddetta industria.

Risulta evidente che quanto accaduto definibile come “evento pericoloso” sarebbe potuto scaturire in tragedia, se lo scoppio avesse coinvolto più silos.

Inoltre con la presente, vogliamo responsabilizzare le Autorità competenti, affinché intervengano con urgenza, per accertare quali siano ad oggi quei requisiti di adeguamento alle norme che attengono alla sicurezza di un impianto ormai vetusto ed obsoleto.

E’ necessario prendere atto che codesta industria fa parte di un contesto ben diverso rispetto a cinquanta anni fa quando appunto sorse e che adesso nelle vicinanze della stessa esistono: una scuola elementare e media, una palestra, un campo sportivo, confinante con l’autostrada ed i binari delle Ferrovie dello Stato, srvizi commerciali e numerose abitazioni civili.

I cittadini, in particolare quelli residenti presso il”Residence Helios”, sono preoccupati e spaventati in merito all’ultima vicenda sopra esposta, pertanto chiedono alle Autorità competenti che ci fornisca le necessarie garanzie sulla sicurezza degli impianti, visto e considerato che, nonostante l’accaduto, gli impianti continuano a dispetto di tutto ad essere mantenuti in funzione incessantemente.
Pertanto chiediamo che l’impianto venga dislocato in un sito più idoneo per la “sicurezza” dell’intero Paese.
Non vorremmo un giorno dover procedere contro le autorità competenti che pur sapendo dell’odierno ammonimento nulla hanno fatto.
Isola delle Femmine 20.2.08

I residenti Residence Helios


Caricato da isolapulita





















ESPLOSIONE DI UN SILOS DI CARBURANTI DELLA ITALCEMENTI SITUATO NELLE ADIACENZE DI CIVILI ABITAZIONI

































Dopo l’esplosione del silos della italcementi i cittadini chiedono la delocalizzazione dello stabilimento controllo prevenzione sicurezza. Applicazione delle leggi sulle aziende insalubri
“Improvvisamente ho sentito un boato, la casa muoversi il lampadario oscillare, ho pensato al terremoto e ci siamo precipitati fuori casa…”

“per tutto il giorno abbiamo sentito l’allarme provenire dalla cementeria, non si riusciva a capire il motivo. Mentre vedevamo la televisione un grossissimo botto una scossa dei vetri un lampo provenire dalla cementeria…..”

“Siamo stati fortunati, poteva andare peggio con l’altro silos vicino in caso di esplosione potevamo saltare tutti in aria e con tutte queste case attorno ,cosa poteva succedere?…….”

“Vede se succedeva qualcosa di grave oltre alle nostre abitazioni sarebbe stato coinvolto il treno che transitava proprio in quel momento…”

Questi sono stati alcuni commenti a caldo di chi ha vissuto in diretta quella che poteva presentarsi come una TRAGEDIA. E’ successo non doveva assolutamente succedere, quindi per il fatto che sia successo vuol dire che può ancora succedere e forse con un epilogo meno fortunato di quello di ieri.
Quindi al problema della salubrità del cementificio per la quale la legislazione prevede allocazioni lontanissime dal centro urbano), con l’evento di ieri sera si è aggiunto il problema della sicurezza per i lavoratori oltre che per i cittadini che abitano addossati alla cementeria.

Isola delle Femmine 19.2.08

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OGGETTO:Esposto Scoppio Silos di proprietà Italcementi Via libertà Isola delle Femmine

La presente per comunicare agli Enti in indirizzo che in data 18/02/2008, alle ore 17,30 circa, parecchi residenti a Isola delle Femmine (PA) hanno udito un boato assordante, sicuramente a causa di un scoppio, proveniente dall'interno della Cementeria presente a Isola e di proprietà dell'ITALCEMENTI.
Spinti da una comprensiva apprensione e preoccupazione i suddetti residenti hanno subito chiesto informazioni e sono venuti a sapere che era scoppiato un silos provocato che un’altissima fiammata e l’ambito una vicina palazzina di case popolari.
Detto silos, destinato a deposito di materie altamente infiammabili, si presume di oli combustibili stante la presenza accanto di un altro silos contenente i suddetti olii, a causa dell'esplosione si è in parte accartocciato nella zona centrale ma per fortuna e' rimasto eretto senza recare pregiudizio all'altro silos limitrofo.
Riteniamo siano intervenuti i carabinieri della locale Stazione di Isola delle Femmine ed i Vigili del Fuoco, ma resta chiaro, e facile ad immaginarsi, che si è sfiorata una immensa tragedia, nel caso che l'esplosione e la relativa fiammata avvessero interessato il 2° silos; i suddetti serbatoi per deposito di olii infiammabili, anche se all'interno della cementeria, sono strettamente adiacenti alla rete ferroviaria, alle case popolari, agli impianti sportivi e nel raggio di meno di 800 metri all'intero paese di Isola delle Femmine.

Questo nostro esposto è una conferma, e speriamo che sia l'ultima, della pericolosità della presenza della cementeria in un contesto urbano densamente popolato quale è quello di Isola delle Femmine ed è anche una conferma che gli esposti, le protesta e le lotte che questo comitato ha da tempo intrapreso, hanno ragione di essere per eliminare la cementeria e rendere vivibile senza patema d'animo quest' angolo di terra di Sicilia.


Comitato Cittadino Isola Pulita
Il Presidente Giuseppe Ciampolillo
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OGGETTO:Sicurezza Cittadina per i Residenti di Isola delle Femmine

Con riferimento all’enorme boato avvertito in data 18.2.08 alle ore 18,30 circa, proveniente dall’industria “Italcementi Group”, i cittadini residente di Isola delle Femmine, in particolare coloro che abitano nelle vicinanze della sopracitata industria, previa acquisizione di informazioni, riferiscono che lo scoppio è stato causato dal mal funzionamento dell’impianto di aerazione di un silos contenente carbonio, combustibile altamente infiammabile, contiguo ad altri di cui non si conosce il contenuto, all’interno della fabbrica.

Tale grave evento si è verificato in prossimità delle limitrofe abitazioni delle case popolari, site in via Libertà e confinanti con la suddetta industria.

Risulta evidente che quanto accaduto definibile come “evento pericoloso” sarebbe potuto scaturire in tragedia, se lo scoppio avesse coinvolto più silos.

Inoltre con la presente, vogliamo responsabilizzare le Autorità competenti, affinché intervengano con urgenza, per accertare quali siano ad oggi quei requisiti di adeguamento alle norme che attengono alla sicurezza di un impianto ormai vetusto ed obsoleto.

E’ necessario prendere atto che codesta industria fa parte di un contesto ben diverso rispetto a cinquanta anni fa quando appunto sorse e che adesso nelle vicinanze della stessa esistono: una scuola elementare e media, una palestra, un campo sportivo, confinante con l’autostrada ed i binari delle Ferrovie dello Stato, srvizi commerciali e numerose abitazioni civili.

I cittadini, in particolare quelli residenti presso il”Residence Helios”, sono preoccupati e spaventati in merito all’ultima vicenda sopra esposta, pertanto chiedono alle Autorità competenti che ci fornisca le necessarie garanzie sulla sicurezza degli impianti, visto e considerato che, nonostante l’accaduto, gli impianti continuano a dispetto di tutto ad essere mantenuti in funzione incessantemente.
Pertanto chiediamo che l’impianto venga dislocato in un sito più idoneo per la “sicurezza” dell’intero Paese.
Non vorremmo un giorno dover procedere contro le autorità competenti che pur sapendo dell’odierno ammonimento nulla hanno fatto.
Isola delle Femmine 20.2.08

I residenti Residence Helios


Caricato da isolapulita







«Art. 5 (Obblighi generali del gestore). - 1. Il gestore e' tenuto a prendere tutte le misure idonee a prevenire gli incidenti rilevanti e a limitarne le conseguenze per l'uomo e per l'ambiente, nel rispetto dei principi del presente decreto e delle normative vigenti in materia di sicurezza ed igiene del lavoro e di tutela della popolazione e dell'ambiente.



OGGETTO: Esposto


La presente per comunicare agli Enti in indirizzo che in data 18/02/2008, alle ore 19,00 circa, parecchi residenti a Isola delle Femmine (PA) hanno udito un boato assordante, sicuramente a causa di un scoppio, proveniente dall'interno della Cementeria presente a Isola e di proprietà dell'ITALCEMENTI.
Spinti da una comprensiva apprensione e preoccupazione i suddetti residenti hanno subito chiesto informazioni e sono venuti a sapere che era scoppiato un silos, adiacente a una palazzina di case popolari, provocato che un altissima fiammata.
Detto silos, destinato a deposito di materie altamente infiammabili, si presume di oli combustibili stante la presenza accanto di un altro silos contenente i suddetti olii, a causa dell'esplosione si è in parte accartocciato nella zona centrale ma per fortuna e' rimasto eretto senza recare pregiudizio all'altro silos limitrofo.

Riteniamo siano intervenuti i carabinieri della locale Stazione di Isola delle Femmine ed i Vigili del Fuoco, ma resta chiaro, e facile ad immaginarsi, che si è sfiorata una immensa tragedia, nel caso che l'esplosione e la relativa fiammata avvessero interessato il 2° silos; i suddetti serbatoi per deposito di olii infiammabili, anche se all'interno della cementeria, sono strettamente adiacenti alla rete ferroviaria, alle case popolari, agli impianti sportivi e nel raggio di meno di 800 metri all'intero paese di Isola delle Femmine.

Questo nostro esposto è una conferma, e speriamo che sia l'ultima, della pericolosità della presenza della cementeria in un contesto urbano densamente popolato quale è quello di Isola delle Femmine ed è anche una conferma che gli esposti, le protesta e le lotte che questo comitato ha da tempo intrapreso, hanno ragione di essere per eliminare la cementeria e rendere vivibile senza patema d'animo quest' angolo di terra di Sicilia.
Comitato Cittadino Isola Pulita

PUBBLICHIAMO ALCUNI DEI FATTORI DI RISCHI PIU' COMUNI DELL'ATTIVITA' DI UN CEMENTIFICIO
FATTORI DI RISCHIO DI UN CEMENTIFICIO
IMPATTO ESTERNO


Diffusione di rumore nell’ambiente circostante

Le lavorazioni rumorose sopra descritte possono dare luogo ad elevati livelli di rumore e, se non è prevista un’adeguata insonorizzazione, possono provocare disturbo alla popolazione eventualmente residente nelle adiacenze dell’impianto produttivo, specie in considerazione del fatto che la produzione avviene a ciclo continuo 24 ore su 24 e quindi anche nelle ore notturne
Le macchine rumorose possono essere insonorizzare segregandole con strutture fonoisolanti-fonoassorbenti. È opportuno che anche i ventilatori dell’impianto di abbattimento delle emissioni in atmosfera siano insonorizzati e siano presenti silenziatori sui camini.

Emissioni in atmosfera
Il flusso di aria polverosa, derivante dalla aspirazione localizzata sulle macchine, viene inviato al filtro a maniche per il recupero della polvere prima di essere rilasciato in atmosfera. L’efficienza dell’impianto è richiesta, oltre che da motivi di tutela ambientale, soprattutto da motivi di produzione dato che la polvere recuperata costituisce una risorsa per il cementificio.

Traffico veicolare indotto
Il numero di mezzi pesanti che transitano è notevole.

Dispersione di polvere
Le lavorazioni sopra descritte possono dare luogo a dispersioni diffuse di polveri, specie in caso di fuoriuscite accidentali. E’ necessario il costante controllo dell’impianto, la frequente pulizia degli impianti con sistemi aspiranti e l’impiego di spazzatrici stradali per la pulizia dei piazzali dell’unità produttiva.

Scarichi idrici
A causa della possibilità della dispersione di polveri, come sopra descritto, le acque di lavaggio dei piazzali devono essere raccolte e convogliate ad un impianto di depurazione delle acque, prima di essere scaricate.
Esposizione a rumore

DESCRIZIONE

In questo reparto la maggiore rumorosirà è dovuta all’impianti di macinazione e omogeneizzazione.

STIMA

Con impianto funzionante si sono riscontrati in genere i seguenti livelli di rumorosità:
- in prossimità del mulino a pista e rulli con relativo fornello di adduzione di aria calda: maggiore di 90 dB(A).
- in prossimità dell’impianto di omogenizzazione della miscela cruda: circa 87 dB(A).
- nelle zone in prossimità dei nastri e degli estrattori e in corrispondenza del filtro a maniche: inferiore a 85 dB(A).
- nella sala quadri elettrici: inferiore a 80 dB(A).
Si noti però che in alcune aziende, l’accesso a zone dove la rumorosità è minore comporta l’attraversamento del reparto mulino dove la rumorosità è maggiore.

DANNO ATTESO

L’esposizione continuativa a livelli di rumore medio-alti, può essere causa di danni uditivi (ipoacusia da rumore) e di danni extrauditivi. Questi ultimi si possono manifestare anche per esposizione ai livelli inferiori a quelli per i quali la normativa prescrive particolari misure preventive.
Oltre ai disturbi della comunicazione e della prestazione lavorativa, possono insorgere: effetti cardiovascolari (aumento della pressione sanguigna, ecc…); disturbi psichici (astenia, irritabilità, depressione, insonnia); disturbi a carico dell’apparato digerente.
Come conseguenza della necessità di parlare ad alta voce per le comunicazioni verbali, in presenza di rumore si può verificare l’affaticamento delle corde vocali, che può essere una concausa (insieme alla esposizione a microclima sfavorevole e a polveri) per l’insorgenza di laringopatie con ipofonesi.


INTERVENTI PREVENZIONISTICI


- Effettuare una regolare manutenzione dell’impianto.
- Insonorizzare le macchine più rumorose e separarle dagli altri locali di lavoro.
- Sostituire le macchine più vecchie e rumorose con altre nuove meno rumorose.
- Organizzare il lavoro in modo da ridurre i tempi di esposizione dei lavoratori.
- Effettuare la valutazione del rumore ed applicare le misure di prevenzione stabilite dal D.Lgs. 277/91 riassunte nella tabella “Valori limite di esposizione al rumore”, riportata nel presente documento al Capitolo “Riferimenti normativi di carattere generale”.

RIFERIMENTI NORMATIVI

- Art. 24 "Rumori e scuotimenti" D.P.R. n.303 del 19.03.1956.
- Capo IV “Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro” D.Lgs. n.277 del 15.08.1991.
- D.P.R. n.459 del 24.07.1996 “Regolamento per l’attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli stati membri relativa alle macchine” (Direttiva macchine).

Lavoro in postazioni sopraelevate
DESCRIZIONE
L’accesso all’impianto e le eventuali operazioni di manutenzione possono comportare la necessità di raggiungere postazioni in altezza, con conseguente rischio di caduta dall'alto. Inoltre, è possibile che altre persone a terra siano colpite da materiali e/o da attrezzature utilizzate per la manutenzione, cadute accidentalmente dall’alto.
DANNO ATTESO
Lesioni traumatiche per caduta dall'alto della persona che lavora in quota.
Lesioni traumatiche per caduta dall'alto di materiali che possono colpire persone a terra.
Si tratta di rischi di infortunio mortale.


PREVENZIONE

Predisporre accessi sicuri alle postazioni in altezza con gradini stabili e antiscivolo, parapetti, fascia fermapiedi, piani di calpestio uniformi, ecc… come prescritto dalle norme vigenti.
Le zone di passaggio devono essere mantenute libere da ostacoli e materiali.
Verificare periodicamente il buono stato strutturale dei piani di calpestio e dei parapetti di sicurezza, specie quando realizzati in materiale metallico che può essere soggetto ad azione deteriorante da parte degli agenti atmosferici.
Per tenere liberi i vari piani di calpestio da eventuali fuoriscite di materiali è opportuno installare sistemi di pulizia pneumatica industriale quali impianti centralizzati per aspirare grandi quantità di materiale polveroso o granulare. Si ricorda che camminare su cumuli di polvere può anche essere causa di caduta per scivolamento.
Gli addetti che accedono all’impianto devono indossare scarpe di sicurezza antiscivolo.
In caso di interventi di manutenzione, a seconda delle situazioni, può essere necessario indossare una imbracatura con sistema di trattenuta che impedisca la caduta d'alto. Per portare in quota materiali e attrezzature è opportuno utilizzare idonei sistemi di sollevamento.
Segnalare, delimitare, impedire l’accesso e sorvegliare la zona a terra corrispondente a quella dove avvengono operazioni in quota. Il personale a terra deve indossare l’elemetto di protezione.
Le operazioni devono avvenire sotto la sorveglianza del preposto.
L’accesso di eventuali visitatori alle zone di attività deve essere organizzato e regolamentato (esempio: dotare i visitatori di D.P.I., farli accompagnare, ecc…).


RIFERIMENTI NORMATIVI- - Art. 386 “Cinture di sicurezza” D.P.R. n.547 del 27.04.1955.
- Tit. II “Ambienti, posti di lavoro e di passaggio” D.P.R. n.547 del 27.04.1955.
- Norme UNI EN 361, 363, 795
- All. IV, part B, sez. II Direttiva CEE/CEEA/CE n. 57 del 24.06.1992: "Direttiva del Consiglio del 24 giugno 1992 riguardante le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili (ottava direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE)."
- D.Lgs. n. 626 del 1994 e s.m.i.


Esposizione a polveri


DESCRIZIONE
In caso di fuoriuscita di polveri delle materie prime (marna e calcare) dall’impianto è possibile l’esposizione degli addetti durante i controlli di ronda, ma soprattutto durante gli interventi di pulizia e manutenzione.
DANNO ATTESO
La marna è una roccia naturale costituita principalmente da calcare e argilla (a sua volta formata da silicati di ferro e alluminio), a basso contenuto di silice libera cristallina (1%). Il calcare utilizzato in cementeria è praticamente costituito da carbonato di calcio (CaCO3) quasi puro con tracce di ossidi di ferro, alluminio e magnesio. L’esposizione personale a polveri di marna e di calcare può essere causa di irritazione delle vie respiratorie, pneumoconiosi da polveri miste.
Inoltre l'ambiente polveroso può aumentare il rischio di infortuni.
INTERVENTI PREVENZIONISTICI
- Tutto l’impianto (in particolare le tramogge, il mulino, le congiunture dei punti di carico e scarico dei nastri trasportatori), sia chiuso e dotato di un sistema di aspirazione localizzata collegato ad un filtro depolveratore.
- Rimuovere al più presto eventuali cumuli di materiale fuoriuscito accidentalmente dall’impianto, per evitare che eventuali condizioni atmosferiche particolari (giornate ventose) possono provocare il sollevamento e la diffusione.
- Per l’operazione di rimozione del materiale fuoriuscito accidentalmente dall’impianto è opportuno evitare di attuare procedure che danno luogo al sollevamento di polvere (ad esempio utilizzo di badili, scope), ma invece utilizzare di pulizia pneumatica industriale (impianti centralizzati per aspirare grandi quantità di materiale polveroso o granulare) e spazzatrici stradali per la pulizia dei piazzali. In tal modo si riduce sia l’esposizione alle polveri, sia il rischio di danni muscolo-scheletrici, durante l’utilizzo di altre attrezzature manuali (badili, ecc…).
- Limitare gli accessi agli ambienti polverosi e, in caso di interventi di manutenzione e/o abbondante fuoriuscita accidentale della polvere dall'impianto, utilizzare D.P.I. (maschera facciale antipolvere, occhiali a tenuta, guanti, indumenti da lavoro, scarpe antinfortunistiche, elmetto, cuffie e/o inserti auricolari antirumore). Se il lavoratore porta gli occhiali da vista, le lenti degli occhiali antipolvere devono essere graduate.
- Effettuare una buona manutenzione delle apparecchiature; è utile prevedere un dispositivo di controllo di rotazione sui rulli folli dei nastri trasportatori, collegato ad un dispositivo automatico che, se si blocca un nastro per qualsiasi motivo, comandi il fermo degli altri nastri ad esso collegati, onde evitare che si formino accumuli di materiale.
- Durante le operazioni di pulizia e manutenzione e durante il ritiro dei campioni di farina cruda da analizzare è necessario indossare D.P.I. (maschere, occhiali, tute).
- Attuare norme igienico-comportamentali: le maschere filtranti, dopo il loro utilizzo al termine del turno di lavoro, devono essere riposte in luogo non contaminato da polveri, oppure utilizzare quelle di tipo usa e getta; i lavoratori, soci compresi, quando effettuano lavorazioni insudicianti o con esposizione a polveri o altri agenti nocivi, possano disporre di armadietti a doppio scomparto per l’alloggiamento distinto degli abiti civili e da lavoro e di servizi igienico - assistenziali (docce, lavabi, ecc…) adeguati e mantenuti in buono stato.
- Informazione, formazione e sorveglianza sanitaria degli addetti.
RIFERIMENTI NORMATIVI
- T.U. 1265/34 e D.M. Sanità 05/09/94 (Industrie insalubri).
- Tit. II, Art. 9 “Aerazione dei luoghi di lavoro chiusi” e Capo II “Difesa dagli agenti nocivi” del D.P.R. n.303 del 19.03.1956 “Norme generali per l’igiene del lavoro”.
- D.Lgs. n.626 del 19.09.1994 e s.m.i.
- D.P.R. n. 336 del 1994 (Malattie professionali).

Esposizione a vibrazioni
descrizione


L’utilizzo di martelli pneumatici per la disincrostazione e demolizione del refrattario del forno comporta l’esposizione a vibrazioni del sistema mano-braccio.

stima

Questo tipo di vibrazioni sono in genere da ritenersi di entità significativa, sia per ampiezza e che per frequenza.

danno atteso

L’esposizione a vibrazioni può essere causa di danni alla circolazione, ai nervi e alle articolazioni (Sindrome di Raynaud). L’insorgenza di questa patologia è correlata ai tempi e all’entità di esposizione. Il fumo da sigaretta e il freddo eccessivo aggravano i danni circolatori dovuti alle vibrazioni.

interventi prevenzionistici

È necessario utilizzare martelli pneumatici del tipo a bassi livelli di vibrazione o minore impatto vibratorio, utilizzare impugnature smorzanti le vibrazioni, ridurre i tempi di esposizione alternando le lavorazioni tra più addetti, indossare indumenti adeguati, informare gli addetti sui maggiori rischi della esposizione a vibrazioni in caso siano fumatori o siano soliti esporsi per tempi prolungati a basse temperature, formare gli addetti alle corrette procedure di lavoro e sottoporli a sorveglianza sanitaria.

riferimenti normativi

- D.M.L. del 18.04.1973 "Elenco delle malattie per le quali è obbligatoria la denuncia contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali"

- Art. 46, capo I, Tit. III "Scuotimenti e vibrazioni delle macchine" D.P.R. n. 547 del 27.04.1955.

- Art. 24, capo II, Tit. II "Rumori e scuotimenti" D.P.R. n. 303 del 19.3.1956

- 9.9.3 Direttiva CEE/CEEA/CE n. 663 del 22.12.1986: "Direttiva del Consiglio del 22 dicembre 1986 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai carrelli semoventi per movimentazione".

- 1.5.9 Direttiva CEE/CEEA/CE n. 392 del 14.06.1989: "Direttiva del Consiglio del 14 giugno 1989 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine".

- 1.5.9 "Campo di applicazione e definizioni" e 3.2.2 "Norme armonizzate e disposizioni di carattere equivalente" D.P.R. n. 459 del 24.07.1996

- Comunicazione CE 22 marzo 1997 (CEN-EN 1032): "Comunicazione della Commissione nel quadro dell'applicazione della direttiva 89/392/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1989, relativa alle macchine, modificata dalle direttive del Consiglio 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE".

- Norma UNI-EN n. 30326-1 del 01.04.1997 (vedere 6.1.38): "Vibrazioni meccaniche - Metodo di laboratorio per la valutazione delle vibrazioni sui sedili dei veicoli - Requisiti di base".

-D.M. 30.05.1997 (UNI-EN 1033, 1997) "Elenco delle norme armonizzate adottate ai sensi del comma 2 dell'Art. 3 del D.P.R. 24 luglio 1996, n. 459 (2): «Regolamento per l'attuazione delle direttive del Consiglio 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle medesime»".

- Comunicazione CE del 04.06.1997 (CEN-EN 1299, 1997): "Comunicazione della Commissione nel quadro dell'applicazione della direttiva 89/392/CEE del Consiglio del 14 giugno 1989 relativa alle macchine, modificata dalle direttive 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE".






fonte http://www.ispesl.it/profili_di_rischio/_Cementifici/index.htm





http://www.isolapulita.it

domenica 17 febbraio 2008

LA SPECULAZIONE EDILIZIA SI ESPANDE AL CIMITERO




Ci scusiamo con i lettori, non volevamo assolutamente trarVi in inganno facendoVi credere che avremmo parlato della GESTIONE CLIENTELARE DEL CIMITERO DI ISOLA DELLE FEMMINE.
Non possiamo ancora parlarne in quanto è in corso un’indagine sulla gestione tecnico amministrativo del servizio cimiteriale di Isola delle Femmine

Ci scusiamo con i lettori, non volevamo assolutamente trarVi in inganno facendoVi credere che avremmo parlato dell’ABUSIVISMO EDILIZIO A ISOLA DELLE FEMMINE.



NE hanno parlato a sufficienza carta stampata radio e televisione.

NE hanno parlato le diverse segnalazioni all’Assessorato Territorio Ambiente fatte dall’allora Responsabile del Servizio Sanatoria Arch Albert (vedasi la relazione dell'ispettore dell'Ass.Terr. dr. Nicosia EE.LL. inviata alla Procura della Repubblica e le varie sentenze in merito).

NE ha parlato nella sua veste di Responsabile Ufficio Tecnico Comunale Ing Usticano Francesca (Allegati: prot 8674 26.7.00 Delibera CC 71 29.9.00 STRAORDINARIA URGENTE ADOZIONE DELLE DIRETTIVE GENERALI DI CUI ALL’ART 3, COMMA 7 DELLA L.R. 15/91 PER LA REVISIONE DEL PRG, DEL REGOLAMENTO EDILIZIO E DELLE NORME DI ATTUAZIONE)
“……..Una attenzione particolare merita il problema connesso al recupero degli agglomerati abusivi: il territorio ha subito il manifestarsi di abusivismo diffuso….”
NE parlano tutte le concessioni edilizie per l’edificazione su aree passate da “non edificabili a “edificabili” a partire dalla 1999 ad oggi.

NE parla lo stesso progettista del P.R.G. in una nota del 10.10.07 inviata all’UTC, al Sindaco oltre che al Consiglio Comunale rileva “………Osservo, ma questa non è ovviamente un’accusa di illegittimità, piuttosto una semplice e amara considerazione personale, che il piano adottato sconta un periodo di discussione eccessivamente lungo per cui possono essere cambiate le condizioni dei luoghi e che l’unico valore che sembra avere prevalso in sede di adozione del progetto del piano, sia quello edificatorio in un territorio saturo che avrebbe piuttosto bisogno di un chiaro indirizzo di riqualificazione e di certezza delle regole per una migliore qualità della vita.”.

In attesa che la Giustizia faccia piena luce sulla gestione politica affaristica del nostro Territorio, ci preme evidenziare alcune differenze comportamentali tenuti dagli amministratori di Carini e dai nostri Amministratori.
Da quanto riportato nel servizio del Giornale di Sicilia L’assessore alla Polizia Municipale di Carini : “….IN QUESTO CASO DOBBIAMO RINGRAZIARE LA SENSIBILITA’ MOSTRATA DA UN CITTADINO CHE HA SEGNALATO L’ABUSO. E’ UN SEGNO DI CIVILTA’ E DI RISPETTO DEL TERRITORIO. UN’AZIONE DI COLLABORAZIONE CHE VOGLIAMO CHE SI REALIZZI TRA I CARINESI E L’AMINISTRAZIONE”.

LA DIFFERENZA COMPORTAMENTALE CON I NOSTRI AMMINISTRATORI?

Io Cittadino Pino Ciampolillo che ho sentito il dovere civico di far rilevare che probabilmente in alcuni atti amministrativi poteva (forse) prefigurarsi uno stato di illegittimità di favoritismo o quantomeno una situazione di poca chiarezza, la REAZIONE dei nostri AMMINISTRATORI nei miei confronti: denigrazione, insulti, velate minacce e azione di isolamento (comportamento tipico di una certa Kultura).
Naturalmente queste pressioni sono state fatte in maniera diretta o preferibilmente per interposta persona.

E per arrivare al massimo dell’umiliazione questi “Signori” hanno pensato bene di togliermi il SALUTO. In una piccola Comunità togliere il SALUTO ad una PERSONA è sinomimo di Isolamento Rifiuto Emarginazione.

SIGNORI AMMINISTRATORI, SIGNORI POLITICANTI E’ di questo che volevo parlare:
RISPETTO DELLA PERSONA!


NO! Non volevo parlarVi delle possibili conseguenze giudiziarie che possono derivare da atti approvati, forse con qualche frettolosità, forse per la poca chiarezza ma comunque pregiudizievoli dei diritti delle norme dei regolamenti e delle leggi che regolano la vita di una comunità.

NON volevo parlarvi di come state distruggendo un paese e soprattutto l’armonia e l’amore dei cittadini per il nostro paese.

Signori i Vostri messaggi sono messaggi di divisione odio disprezzo di sopraffazione dell’avversario.




http://www.isolapulita.it