Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”






Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..




“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “




Pino Ciampolillo


lunedì 27 febbraio 2017

giovedì 23 febbraio 2017

mercoledì 22 febbraio 2017

lunedì 20 febbraio 2017

2017 14 FEBBRAIO SAN VALENTINO BOLOGNA SINDACO CORTE DEI CONTI DEI CONTI DELIBERAZIONE 51 2017 PRSP RENDICONTO 2014 BILANCIO DI PREVISIONE 2015 RITARDO APPROVAZIONE DISAVANZO AMMINISTRAZIONE 2014 NON RIPORTATO NEL 2015 EVASIONE TRIBUTARIA DEBITI FUORI BILANCIODEBITO ATO NON RICONOSCIUTO INCAPACITA A GESTIRE LA SPESA CORRENTE CON LE ENTRATE ……E LUI? SE LA PRENDE CON IL FOGGIANO URLANDO E INSULTANDOLO NEL CORRIDOIO DEL COMUNE DEMENZIALE CREDEVA DI ESSERE AL MERCATO





2014,2015, 2016, BOLOGNA, CRISCI CASSAZIONE SENTENZA 15729 2016, DEBITI FUORI BILANCIO, DEBORAH PUCCIO,DISAVANZO AMMINISTRAZIONE, IL FILO ROSSO,CORTE DEI CONTI DELIBERA 51 2017 PRSP,SAPPADA

2005 U BOLOGNA 12 OTTOBRE SI DIMETTE DA VICESINDACO PORTOBELLO NON MI FACEVA FARE IL SINDACO 12 OTTOBRE INTERVISTA A TELEOCCIDENTE 14 OTT 2005





2015, BOLOGNA, Caltanisetta, CRISCI CASSAZIONE SENTENZA 15729 2016, croce, DEBITI FUORI BILANCIO, DEBORAH PUCCIO, DISSESTO, FIORENZA, IL FILO ROSSO, LA BUA, LO JACONO, MARATEA, RIEQUILIBRIO DI BILANCIO, SAPPADA,

sabato 18 febbraio 2017

Cuffaro Genchi Pellerito e i 4 Termovalorizzatori - Video Dailymotion


Comm.Parlamentare RIfiuti Cuffaro Genchi Luglio... di isolapulita




Cuffaro Genchi Pellerito e i 4 Termovalorizzatori di isolapulita



Caso Genchi, il chimico che bloccò gli inceneritori
Da Cuffaro a Crocetta: atti nulli, reticenze e processi

SIMONE OLIVELLI 
CRONACA Il caso è finito al centro dell'attenzione mediatica con la trasmissione televisiva Le Iene. Ripercorrendo i documenti che hanno segnato la vicenda negli ultimi dieci anni si scopre una storia kafkiana. Ad andarci di mezzo sarebbe stato anche un altro dipendente, che però nel frattempo ha deciso di trasferirsi in Canada

Documenti incompleti, atti annullati che ricompaiono dal nulla e, sullo sfondo, un processo a cinque tra dirigenti ed ex dirigenti regionali. La vicenda di Gioacchino Genchi - l'ex chimico della Regione sollevato dall'incarico di responsabile del servizio Tutela dall’inquinamento atmosferico, dopo aver ricevuto una valutazione negativa senza valide motivazioni - sembra essere stata partorita dalla mente dello scrittore Franz Kafka. Solo che quanto accaduto a Palermo, tra il 2007 e il 2016, è tutto reale. Seppure apparentemente incredibile. 
Della storia si è occupata nei giorni scorsi la trasmissione televisiva Le Iene, che ha raccontato anche di come l'inviato Dino Giarrusso sia stato buttato a terra e placcato dagli uomini della scorta di Rosario Crocetta. Ma l'ex sindaco di Gela è soltanto l'ultimo dei presidenti di Regione coinvolti nel destino professionale di Genchi. 
Tutto, infatti, ha inizio nel 2006, quando a guidare la Sicilia è Totò Cuffaro. In quell'anno Genchi dà parere negativo al progetto per i quattro mega-inceneritori che sarebbero dovuti sorgere a Palermo, Casteltermini, Paternò e Augusta. Una decisione che Cuffaro non accetta. E non ne fa mistero. Nel 2007, durante un'audizione alla commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti dice ai parlamentari: «Abbiamo chiesto al ministro di avocare (la pratica, ndr)». Anche se in realtà ad appellarsi al ministero, senza esito, sono state le ditte che avrebbero dovuto realizzare gli impianti, e non la Regione.
I paradossi, tuttavia, iniziano due anni dopo. Quando, con Raffaele Lombardo governatore, la giunta regionale - l'assessore al Territorio era Pippo Sorbello, attuale deputato di Centristi per la Sicilia -, esaminando la scheda prodotta dallo staff del dipartimento «nella quale si propone una valutazione negativa», sospende Genchi da incarichi dirigenziali per quattro anni a partire dal 2007. I problemi, però, sono due: il primo riguarda la scheda in sé che non è mai stata vistata da Genchi e non presenta neanche un giudizio negativo, ma soltanto un punteggio - 58,01 - che in base alla normativa regionale (che prevede come punteggio minimo 50) non consente alcuna sanzione disciplinare; il secondo concerne il numero di anni della sospensione che, secondo la legge, non potrebbero essere più di tre. 
Davanti a questo provvedimento e alle evidenze a proprio favore, Genchi fa ricorso straordinario al presidente della Regione. Lombardo lo accoglie e annulla il decreto di revoca degli incarichi dirigenziali. Tutto sembrerebbe essersi risolto, ma non è così. La misura non viene mai applicata e Genchi non viene reintegrato. La situazione diventa poi surreale nel 2010, con il terzo governo Lombardo: nonostante un parere favorevole a Genchi da parte di una commissione interna al dipartimento, l'esecutivo regionale resuscita il provvedimento ormai morto. Riconfermando la sospensione già annullata.  
Contattato da MeridioNews, Lombardo dichiara: «Non conosco Genchi, non ci ho mai parlato. Si è trattato di atti proposti dal dirigente generale e dall'assessore». Ovvero da Giovanni Di Mauro, fedelissimo dell'ex governatore e attuale deputato del gruppo Pds-Mpa. Che però alla richiesta di commento sulla decisione di portare in giunta un atto annullato risponde: «Non credo di averlo portato. Ha i documenti? Se li tenga, non ricordo e non mi interessa l'argomento. Quando torno a fare l'assessore ne parliamo».
Lo stallo arriva così fino a Crocetta. E con lui continua. Sono tanti, infatti, i documenti che negli ultimi due anni descrivono il rimpallo di responsabilità tra giunta regionale, assessorato e uffici. A pronunciarsi è anche l'Anac di Raffaele Cantone, ammettendo la poca trasparenza che ha caratterizzato l'intera vicenda e comunicando di aver inviato gli atti in Procura. A maggio 2015, il dirigente generale Maurizio Pirillo, rispondendo all'ufficio di segreteria della giunta regionale, dichiara: «È da ritenersi evidente e indiscutibile l'asserzione che il punteggio di 58 costituisce una valutazione senza demerito, ovvero non negativa, poiché non inferiore a 50 punti». Quattro mesi dopo, però, lo stesso Pirillo suggerisce alla giunta di «astenersi al momento da qualsiasi iniziativa» nei confronti di Genchi.
Dopo la polemica dei giorni scorsi, con Crocetta che prima della puntata de Le Iene aveva attaccato la ricostruzione dei fatti in merito all'aggressione all'inviato, MeridioNews ha provato a contattare il presidente della Regione non ottenendo, al momento, alcuna replica
Giovedì prossimo, intanto, ripartirà il processo in Corte d'Assise. Alla sbarra ci sono gli ex dirigenti Giovanni ArnoneVincenzo SansonePietro Tolomeo Antonino Maniscalco e l'attuale direttore generale del dipartimento ai Beni culturali Sergio Gelardi; tutti accusati di aver dato una valutazione inferiore a quella che il chimico avrebbe meritato nel 2006. Ovvero ben più di quei 58 punti, che tuttavia sarebbero stati sufficienti a evitare tutte le grane a Genchi. Quest'ultimo, a sua volta, ha già inoltrato alla Regione una richiesta di risarcimento danni da mezzo milione di euro
Tutto questo, per quanto riguarda l'ex chimico. Ma a rimanere incastrato nelle maglie della burocrazia sarebbe stato anche un altro ex dipendente regionale. Si tratta di Alessandro Pellerito, pure lui chimico e, all'epoca dei fatti, braccio destro di Genchi. Pellerito, tuttavia, ha deciso di sfuggire a Kafka: nel 2010 ha lasciato il posto alla Regione e si è trasferito in Canada. Dove 67 - questo il punteggio della sua valutazione - è senz'altro maggiore di 50. 






Presidente Crocetta: 50 è maggiore o minore di 58? L’esilarante video de Le Iene su Rosario da Gela



Nel video si ricostruisce la storia del funzionario della Regione siciliana, Ino Genchi, perseguitato da ben tre Governi regionali per essersi rifiutato di avallare un’operazione miliardaria sui quattro termovalorizzatori ‘pensati’ ai tempi di Totò Cuffaro. Da allora Genchi ne ha visto di tutti i colori. E ancora oggi la vicenda non è stata chiarita, perché giocando sui numeri – 50 e 58, per l’appunto – a Genchi viene negato anche il risarcimento. Ma chi esce veramente a pezzi da questo video è Crocetta, che…
I Nuovi Vespri si sono già occupati delle vicissitudini di Ino Genchi, il bravo funzionario della Regione siciliana – per la precisione, dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente – perseguitato da ben tre presidenti della Regione per aver difeso la salute dei Siciliani dall’affarismo di una certa politica.
Ce ne siamo occupati, in particolare, in questo articolo firmato da Lino Buscemi:

Non ci crederete: Crocetta & Croce non credono che 58 è un numero maggiore di 50…

Genchi è un chimico. Presso gli uffici dell’assessorato al Territorio e Ambiente si occupava di tutela della salute pubblica. Nei primi anni del 2000, quando presidente della Regione era Totò Cuffaro, si è rifiutato di approvare la realizzazione di quattro inceneritori di rifiuti detti anche termovalorizzatori (si chiamano così quando si utilizza l’energia che viene prodotta dalla combustione dei rifiuti). A suo parere gli impianti erano inquinamenti e pregiudicavano la salute pubblica.
Da allora sono cominciate le persecuzioni nei suoi riguardi. Che sono continuate anche dopo che Cuffaro – era il 2008 – è stato sostituito, alla presidenza della Regione, da Raffaele Lombardo. Quest’ultimo ha sempre affermato di aver combattuto i termovalorizzatori. E ha sempre lasciato intendere che tanti dei suoi guai sono iniziati proprio dal suo no ai quattro impianti per incenerire i rifiuti.
In effetti, con Lombardo al Governo della Sicilia i lavori per la realizzazione dei quattro mega impianti non sono ripresi. Ma la cosa strana, però, è che non sono state interrotte nemmeno le persecuzioni contro Genchi.
(Per la cronaca – visto che la storia esiste per non essere dimenticate e per essere raccontata – nel 2012 il Governo Lombardo e il Governo Monti approvavano un bizzarro Piano stralcio per la gestione dei rifiuti in Sicilia che prevedeva di bruciare i rifiuti nelle cementerie dell’Isola: operazione ancora più grave, sotto il profilo della tutela dell’ambiente, perché l’inquinamento sarebbe stato maggiore. Questa trovata ‘geniale’ – avallata, allora da Legambiente Sicilia – è stata bloccata. Ma è rimasta agli atti, a futura memoria, per dirla con Leonardo Sciascia…).
Il video de Le Iene, che vi proponiamo, ricostruisce bene tutta la storia: parla del Governo Cuffaro, del Governo Lombardo: ma parla, soprattutto, dell’attuale presidente della Regione, Rosario Crocetta, che da questa storia ne esce a pezzi.
La storia, lo ribadiamo, è quella dei quattro termovalorizzatori. Ma c’è la storia nella storia: ed è la storia, quasi una mezza opera buffa, del nostro Rosario da Gela che, con molta probabilità, mette agli atti, sotto gli occhi di milioni di telespettatori, forse la sua più brutta figura da presidente della Regione siciliana.
Succede che a Ino Genghi l’Amministrazione regionale appioppi una valutazione pari a 58. Sotto i 50 punti – sono le regole che si è data la stessa Amministrazione – il punteggio è negativo; sopra 50 è positivo. Genchi ha preso 58, ma la Regione siciliana, kafkianamente, lo considera un punteggio negativo…
Sì, avete letto bene: come scrivono i giudici – che fino ad oggi, per ben tre volte, hanno dato ragione a Genchi! – la matematica non è un’opinione. Ma nelle mani della mala politica siciliana – e di un’Amministrazione governata dalla malapolitica – anche la matematica diventa un’opinione.
Insomma, anche per il Governo Crocetta 58 rimane un numero inferiore a 50!
Nel video si vedono i cronisti de Le Iene che telefonano a Crocetta, parlano con lui: ma Rosario da Gela prima bletera qualche parola di circostanza e poi gli chiude il telefono in faccia.
Surreale anche il dialogo con un collaboratore del presidente della Regione, che dice che Crocetta chiarirà tutto e bla bla bla. 
Si vede il cronista che si reca a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione siciliana, e becca Crocetta all’uscita. Con quest’ultimo che, quando avvista il cronista de Le Iene, al ritmo di una commedia di Ridolini fa marcia indietro, fa chiudere il portone e scappa da un’altra parte.
Scena finale a Napoli, a un convegno. Il cronista de Le Iene, microfono tra le mani, incrocia Crocetta che entra nel luogo dove ha sede l’incontro. Il presidente della Regione siciliana è protetto dagli uomini della sua scorta.
Il cronista gli chiede:
“Presidente Crocetta, 50 è maggiore o minore di 58′”.
Rosario da Gela in versione napoletana tira dritto. Il cronista insiste, ma viene placcato, come a rugby, da uomini della scorta o da altri soggetti. Il cronista insiste: ma viene gettato a terra e malmenato. A un certo punto gli strappano anche il microfono.
Chiusura con un comunicato del presidente Crocetta che nega l’evidenza e si dice pronto a chiarire tutto, con la redazione che gli rinfaccia i sui atti che smentiscono quello che scrive: semplicemente incredibile!
Sono scene tragicomiche, ma anche amare. Ragazzi: questo è il presidente della Regione siciliana, esponente del partito che governa l’Italia e che, tra qualche mese, si presenterà, ci possiamo giurare!, al G7 di Taormina…
Che dire? Intanto godetevi questo video: ne vale veramente la pena.
P.S.
Alla fine Ficarra e Picone ci faranno un film, “Il 50 e il 58”?
Ovviamente, sarà la Giustizia a riconoscere i diritti negati a Genchi dall’Amministrazione regionale. Perché se la regione siciliana non mette per iscritto che 58 è maggiore di 50 Ino Genchi non ha nemmeno diritto al risarcimento...
http://www.inuovivespri.it/2017/02/16/presidente-crocetta-50-e-maggiore-o-minore-di-58-lesilarante-video-de-le-iene-su-rosario-da-gela/#_





Massimo Finocchiaro ha condiviso il post di Le Iene.
11 ore fa ·
Il servizio delle Iene è un grande autogol d'autore. Anche un bambino capirebbe che nessun giornalista assale alle spalle un Presidente della Regione, sotto scorta da anni, per chiedere spigazioni su una delibera di 11 anni fa a firma dell'ex Presidente Lombardo. Come loro stessi sostengono c'è in corso un procedimento disciplinare ma se ne pretenderebbe l'annullamento da Rosario Crocetta perché "loro" hanno decretato che "INGIUSTIZIA CI FU".
Il video è troppo chiaro e la strumentalizzazione, purtroppo, è fin troppo evidente.





Le Iene

12 ore fa
L’ex dirigente della Regione Sicilia Gioacchino Genchi si era opposto alla costruzione di un inceneritore sopra Palermo, perché secondo lui la realizzazione dell’impianto era un potenziale pericolo per la salute dei cittadini. Dopo il suo "no" gli è stato revocato l’incarico ed è stato colpito da una sanzione disciplinare. Iena Dino Giarrusso ha cercato di parlare con il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta per spiegare la situazione dell’ex dirigente ma è stato placcato dalla sicurezza e gettato a terra. Le dichiarazioni rilasciate dal Presidente Crocetta sull’episodio non coincidono con quello che è stato ripreso dalle nostre telecamere.
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